STAMPA LOCALE – Vagliasindi: “Catania, gara col Sorrento non preparata bene mentalmente. Problema trasferte torna attuale”
Le parole del giornalista Alessandro Vagliasindi nel corso di ‘Anteprima Corner’, ai microfoni di Telecolor, commentando la sconfitta del Catania riportata a Potenza contro il Sorrento. Ecco quanto evidenziato:
“Mi sento di dire che è stata la più brutta prestazione in trasferta della gestione Toscano in assoluto dallo scorso campionato ad oggi. Ci dobbiamo interrogare innanzitutto sulla preparazione mentale della gara. Perchè è inconcepibile che questa squadra ad un certo punto sia uscita dalla partita e non è più rientrata. E bastato il gol dell’1-1 a mettere totalmente fuori partita il Catania. Questo è un aspetto che cura in primis l’allenatore e lo staff tecnico. Evidentemente da questo punto di vista la gara non è stata preparata in maniera ottimale”.
“Dobbiamo interrogarci anche su alcune scelte di formazione. Venivamo dalla partita interna col Cosenza elogiando senza mezzi termini la prestazione dei tre centrali Allegretto, Miceli e Celli. Non abbiamo capito perchè il pacchetto difensivo è stato modificato adattando Cargnelutti, che nelle valutazioni sostanziali della dirigenza è stato acquistato per contendere a Miceli il ruolo di Di Gennaro. Potevi mantenere Allegretto oppure impiegare Ierardi, magari facendogli fare una staffetta se non aveva i 90 minuti. Avere piazzato Cargnelutti da quel lato con un esterno come Raimo che non giocava da tanto tempo – al posto dello squalificato Casasola – ha creato un collasso nella catena di destra aggravato dalla prestazione molto, molto negativa di Corbari. Da quel lato il Sorrento è rientrato in partita, ha messo la freccia ed il Catania ha riproposto quel loop mentale constatato in tante altre trasferte”.
“E’ come se dopo il fatto negativo questa squadra non ha più le idee chiare, nè lucidità, resta sulle gambe. Inoltre non ha un gioco in verticale con degli automatismi codificati, a differenza del Benevento che, sotto 3-1, nella ripresa ha chiuso nella propria metà campo l’Atalanta U23 grazie al suo gioco, un pensiero molto ben evidente nell’espressione offensiva giallorossa ribaltando il risultato. Il Catania da questo punto di vista non è il Benevento, ha delle grandi individualità ma non sono bastate per venire a capo di una situazione di svantaggio che era assolutamente rimediabile. Aveva un tempo e mezzo per pareggiare e ripassare in vantaggio”.
“Purtroppo il leitmotiv delle trasferte torna d’attualità. Il successo di Monopoli aveva un pò offuscato in positivo questo trend in trasferta, ma proprio al ‘Veneziani’ il Catania aveva rischiato di subire il secondo gol, poi attraverso le individualità è arrivata una vittoria che aveva allontanato il problema, tornato prepotentemente contro il Sorrento. C’è un fatto oggettivo che non è stato risolto. Come invertire il trend? Se a febbraio ti sei trascinato questo problema, mi interrogo su quali possano essere le soluzioni”.
“Miceli lo avevamo elogiato senza se e senza ma, sabato è incappato in una giornataccia. Centrale di grande esperienza che ha perso totalmente il contatto con la partita già dalle prime battute. Contro il Sorrento ha giocato con due terzi di difesa composta da nuovi giocatori, questo in fatto di automatismi e letture ha inciso. A maggior ragione non è il momento di fare esperimenti. Mancava anche Casasola, Allegretto è un mancino ma in emergenza ha fatto sempre bene quando chiamato in causa anche in quella posizione. Cargnelutti lo esponi a una brutta figura, come Miceli che per effetto domino – essendo lui il direttore della linea difensiva – è andato in default, col rischio di venire espulso”.
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