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Abbattuti i vecchi pioppi nei boschi di Vaccarizza: «Erano a rischio crollo»

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LINAROLO. Pioppi troppo vecchi a Vaccarizza e il Consorzio Forestale ha deciso di procedere al taglio di un bosco diventato troppo pericoloso che si trova in un’area di proprietà del Parco del Ticino. L’abbattimento riguarda diversi grandi esemplari di pioppo ibrido, posizionati lungo la viabilità campestre o a fianco di aree agricole. Si tratta di un intervento analogo a quello realizzato cinque anni fa, anche in questo caso per il progressivo invecchiamento dei pioppi ibridi, resti delle coltivazioni che occupavano in precedenza queste zone, per limitarne il rischio di caduta in caso di forte vento: in passato alcuni di questi alberi di grandi dimensioni si sono spezzati ricadendo sulle aree circostanti. I “Boschi di Vaccarizza” ricadono nell’omonimo sito Natura 2000 ed in zona B2 del Piano Territoriale. Si tratta di boschi igrofili, ovvero vegetanti su terreni ricchi di acqua, di grande valore naturalistico tanto da essere riconosciuti come habitat di interesse comunitario prioritario.

Il Parco

Come nel caso di altri tagli analoghi, dal Parco fanno sapere che si avrà cura di monitorare nelle aree di intervento la presenza di specie erbacee rare, come Caltha palustris e Carex remota, per garantirne la tutela e il recupero. Con i pioppi, saranno abbattuti alcuni alberi di acero bianco americano (Acer negundo), specie esotica potenzialmente invasiva. Non sono previsti per ora interventi di rinnovazione artificiale, privilegiando la rinnovazione naturale a partire dalle piante già presenti. In caso di necessità si potranno effettuare rinfoltimenti nelle prossime stagioni invernali. Nel 2024 un intervento di taglio a bordo campo, più a nord, ha mostrato come, nonostante il disturbo, alcune specie come Carex remota siano ancora presenti, mentre altre, come Caltha palustris, saranno monitorate più accuratamente in primavera. Negli ultimi anni, grazie al progetto Bioclima-Tic, il Parco ha messo a dimora un doppio filare di arbusti autoctoni e di salici per creare una fascia tampone lungo la sponda settentrionale della Lanca del Chiappo; a soli due anni dall’impianto questa siepe è utilizzata da numerose specie di avifauna. Grazie al progetto è stata anche realizzata una parete per il birdwatching da cui si può osservare la fauna selvatica senza arrecare disturbo. —















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