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Un grandissimo Filippo Romano conquista i quarti al Challenger di Cesenatico 

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A Cesenatico era in programma il neonato Challenger 50, uno dei nuovi tornei di entry category introdotti in calendario quest’anno e volti non solo a favorire il passaggio dei giocatori dagli ITF ai Challenger, ma anche a garantire una miglior distribuzione dei guadagni tra quegli atleti che approssimativamente stanno oltre la duecentesima posizione in classifica. E bravissimo è stato l’organizzatore Paolo Caponigri con la sua ‘Caponigri Events’ ad approfittare di questa opportunità. 

Del resto Caponigri qui è di casa perché tra Cervia e Cesenatico ha organizzato negli ultimi anni un qualcosa come nove mondiali di beach tennis. Si gioca al ‘Circolo Tennis Godio’ di via Magellano dove non eravamo mai stati (ci era capitato sì di passare una giornata nel centro sportivo, ma per un torneo di pallavolo) e quindi siamo rimasti colpiti dallo splendido allestimento che ha messo in piedi l’organizzazione. Quattro campi appaiati, due per le partite di torneo e due per le sedute di allenamento, con relative tribune.

Challenger Cesenatico, Basile e Caniato fuori presto

Tribune che, tra l’altro, sono quasi sempre piene di pubblico, nonostante qui si paghi un biglietto (8 euro e 5 i ridotti), contrariamente alla maggior parte dei Challenger. Erano ben 17 gli italiani in tabellone (cinque provenienti dalle qualificazioni), con diversi giovani molto promettenti come Carlo CaniatoPigi Basile e Filippo Romano, accompagnati, oltre che dai loro coach, anche dal responsabile della FITP Umberto Rianna. Oddio, non è che i primi due siano andati benissimo perché Caniato, ferrarese ma romagnolo d’adozione in quanto fa base da tempo all’Accademia del Villa Carpena Forlì, ha ceduto con un doppio tie-break, in 2 ore e 11 minuti di gioco, al più esperto 31enne francese Laurent Lokoli (n.507, ex n.167°un paio di anni fa), che ha saputo interpretare meglio i passaggi chiavi dell’incontro.

Basile da parte sua ha ceduto un po’ a sorpresa (6-4 6-3) al padrone di casa Francesco Forti che, guarito finalmente dai suoi tanti infortuni, sta cominciando a prendersi le soddisfazioni che merita (ricordiamo tra l’altro che ha appena conquistato lo scudetto di serie A1 con il suo CT Massa Lombarda). 

Filippo Romano in grande spolvero

Fortuna che a compensare, con gli interessi, queste sconfitte ci ha pensato Filippo Romano che, in tabellone con una wild card, ha superato il primo turno a spese del 24enne catalano Alex Martinez (n.414) col punteggio di 7-6(5) 6-4. Poi gli è toccato il britannico Charles Broom (n.296), giocatore non banale e autore all’esordio dell’eliminazione del nostro Stefano Napolitano. Grazie alla sua propensione offensiva Romano per due volte si è portato avanti di un break nella prima frazione, andando a servire sul 5-3, ma a quel punto ha sentito un po’ di tensione (è molto emotivo ci ha detto coach Gipo Arbino) e si è fatto riagganciare sul 5-5. Però il ligure era bravo a resettare immediatamente e piazzava l’allungo decisivo incamerando il set 7-5. 

Nel secondo parziale Filippo teneva con autorità i suoi turni di servizio, piazzando lo ‘strappo’ decisivo nel sesto game sull’ennesimo doppio fallo di Broom, chiudendo la contesa con due ace consecutivi (11 quelli totali) in un’ora e 20 minuti e col punteggio di 7-5 6-3. 

“Match complicato con un avversario avanti 350 posizioni”

“Era un match complicato, con un avversario che mi precede di quasi 350 posizioni in classifica, e sono davvero contento di come sono riuscito ad interpretarlo” – il commento del giocatore di Sarzana, che evidentemente si trova bene in Romagna dove lo scorso maggio aveva raggiunto la finale nel M25 di Cervia – In particolare sono stato in grado di sfruttare al meglio le poche occasioni che mi ha concesso, tenendo una buona continuità di rendimento al servizio. Abbiamo lavorato tanto in pre-season a Torino e cominciare la stagione in questo modo è una importante iniezione di fiducia”. 

Romano si giocherà un posto in semifinale venerdì nel derby tricolore con Enrico Dalla Valle (n.527 ATP dopo aver raggiunto il 242° posto nell’estate 2024) che, partito dalle qualificazioni, dopo il colpo ai danni dell’elvetico Remy Bertola, secondo favorito del seeding, ha superato la fatidica prova del nove infliggendo un periodico 6-4 al 26enne francese Cyril Vandermeersch (n.439 ATP). Per il 27enne di Ravenna, seguito dallo staff tecnico della Galimberti Tennis Academy di Cattolica, un test probante nel tentativo di risalire la china in classifica dopo un 2025 problematico. 

Challenger Cesenatico, bene anche Brancaccio

A rendere tutta italiana la metà inferiore del tabellone ci ha pensato Raul Brancaccio (n.401), che, dopo aver eliminato Calvin Hemery (n.255), terzo favorito del torneo, ha superato un altro esame di francese regolando l’esperto Laurent Lokoli. Il 28enne di Torre del Greco troverà dall’altra parte della rete Pietro Fellin (di stanza all’Academy di Riccardo Piatti), che nell’ultimo match di mercoledì sera aveva sconfitto il russo Svyatoslav Gulin. E comunque vada per lui è già best ranking alla posizione n458 ATP. 

Semaforo rosso al secondo turno, invece, per Lorenzo Rottoli. Il 23enne comasco, ma ormai romagnolo d’adozione (tesserato da tempo per il Circolo Tennis Massa Lombarda, ma da qualche mese si allena all’Accademia Villa Carpena Forlì), non al meglio fisicamente dopo le fatiche nelle qualificazioni e il sofferto successo al debutto nel main draw su Lorenzo Angelini, ha raccolto appena due game con l’ucraino Oleg Prihodko, che aspetta nei quarti il vincente fra il qualificato Federico Iannaccone e il promettente 20enne elvetico Kylian.  

Se ci sono dei tornei che nel cuor ci stanno sono quelli organizzati da MEF Tennis Events, acronimo che sta per Marcello, Elena e Federica, cioè il fondatore di tutto e le sue figlie, braccio operativo della struttura. E in un mondo, caratterizzato talvolta da una certa improvvisazione, fa piacere sapere che ogni anno ci sono dei tornei che sempre rispettano standard molto elevati e che, ogni volta che arrivi, ti danno la rassicurante impressione di essere tornato a casa. Lo sanno anche i giocatori che infatti da Marchesini vengono sempre volentieri. 

Gli italiani al Challenger di Tenerife

Poi da alcuni anni c’è questa splendida avventura alle Canarie che anche quest’anno vede in programma due Challenger 75 che nella prima metà di febbraio richiamano fior di giocatori che, oltre ad essere coccolati dall’organizzazione, si godono il sole e le temperature dell’isola. 

Questa settimana il seeding era guidato dal nostro Francesco Maestrelli, reduce dalla bella avventura australiana e dalla sfida contro Nole Djokovic. Il tennista pisano ha esordito battendo 6-3 7-6(4) il francese Mathys Erhard (n.319 ATP) in un match molto meno banale di quanto la differenza di classifica avrebbe potuto lasciar supporre. Poi ha avuto la meglio con un rapido 6-3 6-1 sul giordano Abdullah Shelbayh, il 22enne che per primo ha messo il proprio paese sulla mappa del grande tennis. Ma tanti altri erano gli azzurri in tabellone, a cominciare da Jacopo Vasamì e Lorenzo Giustino, interpreti di un singolare testacoda anagrafico.

Vasamì tra cambio coach e best ranking

Jacopo, vincitore nel 2025 del Trofeo Bonfiglio e fresco reduce dal cambio di coach (da Fabrizio Zeppieri a Filippo Baldi) ha confermato tutto il bene che si dice di lui e soprattutto ha mostrato che oltre al talento ha una bella garra: infatti il match contro lo statunitense Dali Blanch (n452) è stato quasi drammatico. Come conferma il punteggio di 7-6(5) 3-6 7-6(5) a vantaggio del tennista romano dopo oltre due ore e mezza di partita. Poi, purtroppo, gli ha detto male il secondo turno in cui il britannico George Loffhagen l’ha battuto 7-5 6-3. E sarà proprio Loffhagen ad affrontare nei quarti il nostro Maestrelli.

A Jacopo rimane comunque la consolazione del nuovo best ranking alla posizione 624 ATP e soprattutto la consapevolezza di appartenere ormai a pieno titolo a questo livello. Passando a Giustino dobbiamo confessare che per il 34enne tennista napoletano abbiamo finito gli aggettivi, mentre lui continua ad infilare perle nella collana della sua infinita carriera. Quella contro il 19enne spagnolo Almazan Valiente (7-6 7-5) non sarà forse tra le più preziose, ma tutte valgono visto che se le guadagna, come sempre, col sudore della fronte. 

Altro spagnolo poi al secondo turno, il non irresistibile madrileno Miguel Damas (n.321). E la vittoria è arrivata quasi inevitabile, nonostante la giornata di forte vento, col netto punteggio di 6-2 6-4. Nei quarti ci sarà l’ennesimo esame di spagnolo contro Martin Tiffon (n.265). Ma Lorenzo lo spagnolo lo parla benissimo, avendo vissuto molti anni nel paese iberico, quindi…  Per Giustino è il secondo quarto di finale della stagione, dopo quello al Challenger di Nonthaburi 1.

Giustino: “Ero arrivato a pensare al ritiro”

Era una partita difficile a causa del vento, ma ho provato a non farmi influenzare per evitare di entrare in dinamiche negative – il commento di Giustino, che lo scorso anno ha risalito la china vincendo 3 titoli ITF e il Challenger di Monastir. “Sono contento di ciò che ho fatto nel 2025. Ero arrivato a pensare al ritiro e invece ho rimesso piede in Top 200 a fine stagione, e sono davvero contento. Sto giocando un buon tennis, il corpo sta bene e in più viaggio con la mia famiglia. Vincere davanti a mia moglie e mia figlia è sempre bello, anche se la piccola ovviamente ancora non capisce cosa faccio”. Nella classifica live Giustino è numero 206, ad un passo quindi dal rientro in top 200. 

A completare il terzetto azzurro nei quarti di finale c’è Stefano Travaglia che, dopo aver superato Gabriele Piraino nel derby di secondo turno, si troverà di fronte lo spagnolo Barranco Cosano (n.361), non un fenomeno ma uno che regala poco. Quest’anno il tennista ascolano sembra intenzionato a fare sul serio (già ai quarti al Challenger di Manama), avendo programmato una stagione di 30 settimane e aver dovuto di conseguenza cambiare coach (Alessandro Motti), perché Gipo non riusciva a garantirgli una collaborazione così prolungata e impegnativa.  















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