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Jacques Robinet, Tutto il mondo è poesia (traduzione di Stefanie Golisch)

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Jacques Robinet, nato nel 1937 da madre spagnola e padre francese, durante la giovinezza vive tra Parigi e la Spagna. Studia alla Sorbona e presso il Seminario Universitario dell’Istituto Cattolico. Divenuto sacerdote, dopo la sua prima psicoanalisi personale decide di lasciare il sacerdozio per entrare alla Scuola freudiana di Parigi fondata da Jacques Lacan e divenire psicoanalista, professione che praticherà per cinquant’anni.

Solo nell’ultimo periodo della sua vita comincia a scrivere brevi testi che sembrano nutrirsi del flusso del subconscio, espressione dell’interiorità di una comune umanità. Dall’incessante dialogo con l’inafferrabile altro sorgono poesie minime, la cui intensità ricorda quei grandi maestri della pittura giapponese che risolvono il tutto con una sola pennellata.

Ritiratosi dopo il pensionamento in un villaggio sulla Loira, Robinet muore nel giugno 2024.

S.G.

Tout poème se doit
d’arracher la parola
au silence
pour la rendre
au silence

*

Ogni poesia deve
strappare la parola
dal silenzio
per restituirla
al silenzio

***

De toi à moi
le hasard où la grâce
d’une feuille tombée
sur l’eau

Le nuit respire
ton silence

Dire: c’est trop tard
offense ta venue

*
Da te a me
il caso o la grazia
di una foglia caduta
sull’acqua

La notte respira
il tuo silenzio

Dire: è troppo tardi
offende la tua venuta

***
Confie ton savoir
à la spirale d’une
feuille qui tombe

Déchiffre
ce que griffonne
la branche sur le ciel nu

Rien – peut-être
la chute d’un oiseau
dans le vide

Écoute – le silence
se prépare à chanter

*

Affida il sapere
allo spiraglio di una
foglia che cade

Leggi
quello che scarabocchia
il ramo nel nudo cielo

Niente – forse
la caduta di un uccello
nel vuoto

Ascolta – il silenzio
si prepara a cantare

***

Le ciel hésite
entre pluie et neige

Un oiseau tombe
les ailes glacées

L’herbe crisse
l’attente demeure
tout est silence

Le vent froisse
la première neige

*

Il cielo esita
tra pioggia e neve

Un uccello cade
con ali ghiacciate

L’erba fruscia
l’attesa continua
tutto è silenzio

Il vento turba
la prima neve

***
Saurais-je m’endormir en toi
o nuit du grand silence?
M’endormir sans crainte
hors du bercail déserté
M’endormir accablé
de ces années recluses
où je me suis trop protégé
des colères de ce monde
Glisser de rêve en rêve
vers tes portes sans ombres
où nul ne frappe en vain

*

Potrei addormentarmi in te
o notte di grande silenzio?

Addormentarmi senza paura
fuori dalla casa deserta

Addormentarmi esausto
da anni di clausura
troppo mi sono protetto
dalle ire del mondo

Scivolare di sogno in sogno
verso le tue porte senza ombre
dove nulla bussa invano

***

La nuit est encore là
nul oiseau ne chante

J’ouvre la fenêtre
laisse entrer l’air frais
son parfum d’arbres
secoués par le vent

C’est l’heure où les morts
plient bagage sans laisser
de traces sur la rosée

Le silence répand
ses prières e ses songes

Sur cette frange indécise
où tout s’inscrit
où tout s’efface
la joie timidement s’invite

*

La notte è ancora là
nessun uccello canta

Apro la finestra
lascio entrare l’aria fresca
il suo profumo di alberi
scossi dal vento

È ora che i morti
levino le tende senza lasciare
tracce nella rugiada

Il silenzio diffonde
le sue preghiere e i suoi sogni

In quello spazio indeciso
dove tutto si inscrive
dove tutto si cancella
timidamente si invita la gioia

L'articolo Jacques Robinet, Tutto il mondo è poesia (traduzione di Stefanie Golisch) proviene da Il Fatto Quotidiano.















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