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La biblioteca Bonetta “bonificata” riapre dopo quattro mesi

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Pavia. Dopo più di quattro mesi di chiusura per la necessità di metterla in sicurezza, martedì prossimo riaprirà al pubblico la biblioteca Bonetta di piazza Petrarca. I problemi erano la presenza di piccioni e della relativa sporcizia e le infiltrazioni di acqua piovana dal tetto e da un pluviale.

Trentacinque sacchi

L’impresa incaricata di ripulire il sottotetto ha portato via 35 sacchi pieni di guano di piccione. Una situazione che non era più compatibile con la presenza di persone, ragione per la quale la dirigente aveva deciso la chiusura della biblioteca al pubblico.

«Ci auguriamo – dice l’assessora alla Cultura, Cristina Barbieri – che possa riprendere l’attività normale, ben sapendo che dovrà esserci un controllo capillare: nonostante il posizionamento delle reti, alcuni piccioni riescono ancora a entrate nel sottotetto. Per questo saranno necessari altri interventi di pulizia prima dell’inizio dei lavori definitivi di manutenzione».

L’amministrazione, infatti, ha già stanziato 600mila euro per risolvere definitivamente i problemi. «Abbiamo affidato un incarico a un restauratore – dice l’assessora ai Lavori pubblici, Alice Moggi – perché quantifichi con precisione i costi dell’intervento su un edificio vincolato. Ora si tratta di affidare i lavori che, riguardando il tetto, potranno essere portati a termine nella bella stagione, quando il rischio di pioggia è più basso». Il progetto relativo alla biblioteca prevede il rifacimento del manto di copertura e la revisione della struttura portante del tetto, oltre alla sistemazione dei pluviali e della facciata. Oggi, osservando la facciata, è possibile vedere il tragitto seguito dall’acqua piovana che determina lo sfarinamento dell’intonaco.

Interventi tampone

Quelli portati a termine da pochi giorni, dunque, sono stati degli interventi tampone. «Non c’erano più le condizioni per lavorare – riprende l’assessora Barbieri – nè per il servizio di prestito dei libri o per la loro consultazione. E per noi era importante dare uno spazio e un ambiente di lavoro salubre». Tra l’altro le infiltrazioni di acqua mettevano a rischio il patrimonio custodito a palazzo Malaspina. La Bonetta custodisce volumi preziosi, oltre 13.000, tra cui 64 incunaboli, più di 1.000 cinquecentine e 164 seicentine e settecentine, una ricca sezione di manoscritti (139 codici, 1.607 pergamene, oltre 12.000 carteggi, autografi, manoscritti musicali) e numerosi fondi speciali, come il fondo Soriga o quello Brambilla pervenuto dal San Matteo, formato da 2mila libri, che custodisce anche i ferri chirurgici con cui era stato operato l’imperatore Giuseppe II.















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