Niente rogo della Pierina a Candia in rispetto di Crans Montana
CANDIA. Quest’anno la Bella Pierina, da mezzo secolo simbolo del Carnevale candiese, non brucerà sul rogo in piazza San Carlo la sera di Martedì grasso, il prossimo 17 febbraio. La decisione è stata presa dal Comune e dalla biblioteca “Pietro Maggi” per una serie di motivi, che vanno dalla tragedia di Crans Montana alla difesa della dignità della donna. La parte folcloristica iniziale rimarrà inalterata: si inizierà alle 20.45 con la sfilata storica per le vie del paese, dopo aver prelevato la Bella Pierina dalla sua abitazione nel rione Peschiera, per poi concludersi in piazza San Carlo con il “processo” a cura della compagnia teatrale “I Magatlòn” e l’accensione del falò. Poi, però, il fantoccio della maschera tipica di Carnevale non sarà innalzato sul rogo.
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«Questo inizio d’anno – spiega il sindaco Antonio Brianta – è stato segnato da un’immane tragedia che ha colpito giovani ragazzi in una località di svago per divertimento e spensieratezza, e che ancora oggi miete giovani vite, vittime delle conseguenze devastanti delle fiamme. Così, non potendo dimenticare né sorvolare sulla tragedia di Crans Montana, i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione si sono confrontati con gli organizzatori dell’evento carnascialesco al fine di concordare in armonia e continuità lo svolgimento della serata. Volevamo mantenere viva l’usanza, ma con una nuova forma, nel rispetto delle vittime dei tragici eventi successi».
Si è quindi deciso che quest’anno il fantoccio dalle sembianze umane non verrà arso sul rogo, ma bruceranno alcuni contenitori che simbolicamente racchiudono le negatività dell’anno trascorso: dalle guerre alle sofferenze, dalle crudeltà ai femminicidi.
Un fondamentale apporto sarà fornito dagli alunni delle scuole locali, chiamati a creare questi contenitori e a scrivere i “cattivi pensieri” da eliminare.
«In una fase storica in cui il ruolo delle donne è sempre più centrale nella società e nelle istituzioni – prosegue Brianta –, la scelta di non bruciare il fantoccio della giovane Pierina assume un valore significativo: un gesto che rompe la tradizione per esprimere rispetto e una chiara condanna dei femminicidi, una piaga ancora attuale dovuta a odio, discriminazioni e prevaricazioni o, peggio, spinta da motivazioni assurde basate sul genere, che annullano le identità delle vittime nel momento in cui le stesse esprimono atti di libertà. Un messaggio che, come dimostra anche l’impegno delle istituzioni, Candia vuole ribadire con forza: le donne devono essere libere di scegliere e decidere della propria vita». E la Pierina che fine farà? «Ci sarà un epilogo inaspettato che scopriremo Martedì grasso: non voglio anticipare la sorpresa», conclude il sindaco. Come negli anni scorsi, al termine della rappresentazione dell’ultima sera di carnevale non mancheranno i dolci e le bevande calde: in questa edizione ci saranno la dirigenza e i ragazzi della società sportiva Asd Candia, che parteciperanno anche alla sfilata in costumi seicenteschi. —
Tra storia e leggenda – La giovane spia dei Piemontesi uccisa nel 1617
«Non bruciatemi, non voglio salire sul rogo», sono le parole che la Bella Pierina (in realtà una voce fuori campo…) urlava al cielo prima che gli armigeri del re di Spagna la conducessero sulla pira dove il fantoccio veniva avvolto dalle fiamme. Secondo alcuni, è un fatto storico, secondo altri una leggenda: resta il racconto firmato mezzo secolo fa da Camillo Soldato, prima segretario comunale e poi sindaco di Candia, e nonno del magistrato Pier Camillo Davigo. Tra le figure esaltate sul periodico locale “Rulìn” c’era proprio la Pierina, l’avvenente giovane nata nel 1600 che, nel periodo delle guerre di successione per il Monferrato, avrebbe fatto la spia per i Piemontesi ai danni degli Spagnoli e che morì sul rogo nel 1617.
