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Ivrea, un’idea per il nuovo tribunale: maxi aula negli uffici di Aci e Ivrea Parcheggi

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Ivrea

Il sindaco Matteo Chiantore attende il via libera del Ministero della Giustizia per poter avviare il progetto della nuova aula destinata ai grandi processi. Non sarà una maxi aula da 250 posti, come ipotizzato inizialmente, ma una struttura con una capienza compresa tra i 120 e i 130 posti. Una soluzione ridimensionata, ma ritenuta sufficiente a rispondere alle reali esigenze del tribunale eporediese.

A chiarire lo stato dell’iter è stato lo stesso primo cittadino rispondendo, in consiglio comunale, a un’interrogazione del consigliere di Azione Massimiliano De Stefano. Chiantore ha ricordato come il Ministero della Giustizia abbia respinto la prima ipotesi progettuale, dal valore compreso tra 1,6 e 1,7 milioni di euro, motivando il no con la mancanza di risorse economiche. L’intervento prevedeva il recupero del Meeting point, oggi utilizzato in parte come deposito di archivi del tribunale che necessitano di essere messi a norma, per ospitare una grande aula destinata, tra gli altri, al processo per la strage di Brandizzo e al procedimento sull’Asl/To4, che conta 39 indagati.

Dopo lo stop ministeriale, il Comune ha iniziato a lavorare a una seconda ipotesi, potendo contare sui 500mila euro messi a disposizione dalla Regione Piemonte. «In accordo con la presidente del tribunale Antonia Mussa, che vuole affermare il ruolo di Ivrea come secondo tribunale del Piemonte – ha spiegato Chiantore – abbiamo valutato una soluzione più contenuta. Nella mia esperienza professionale difficilmente ho visto processi con più di cento persone presenti».

L’idea è quella di ricavare la nuova aula al piano terra dell’attuale complesso del tribunale, negli spazi oggi occupati da Ivrea Parcheggi e dall’Aci, entrambi disponibili a trasferirsi. Ivrea Parcheggi, proprietaria dei locali, potrebbe essere spostata nell’ex stazione ferroviaria lato corso Nigra, mentre l’Aci è alla ricerca di una sede più centrale. Nei nuovi locali troverebbero posto l’aula principale, una sala consiglio, servizi igienici, uno spazio riservato ai detenuti e tutte le dotazioni necessarie. «È una soluzione dimezzata rispetto all’ipotesi iniziale – ha ammesso il sindaco – ma risolverebbe almeno il 90 per cento delle esigenze».

Ora la partita è nelle mani del Ministero, che in questo caso dovrebbe farsi carico solo del canone di affitto, mentre i lavori di adeguamento sarebbero finanziati dalla Regione. «Da un punto di vista tecnico il progetto è fattibile – ha concluso Chiantore – i fondi regionali ci sono, siamo in attesa del nulla osta da Roma».

Resta però aperto il nodo dei costi degli affitti, considerato che gran parte degli immobili della zona sono di proprietà privata e con canoni elevati. Non è un mistero che il ministero giudichi già oneroso l’attuale affitto degli spazi che ospitano procura e tribunale, tanto da aver in passato chiesto a enti pubblici e istituzioni locali la disponibilità di immobili dismessi idonei a ospitare il palazzo di giustizia. Una richiesta rimasta senza risposta, in una città che fatica a individuare spazi adeguati per un tribunale che serve un bacino di oltre 515mila abitanti.















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