Treni, odissea Ivrea-Torino. Avetta: «Almeno bloccate i rincari»
IVREA. «Almeno bloccate i rincari». Il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta torna a interrogare l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi sulla questione ferroviaria. Tra sovraffollamento, aumenti, ritardi e corse rimpiazzate con i bus sostitutivi è diventata un’odissea quotidiana per i pendolari.
Dopo l’ultimo aumento - la corsa Ivrea-Torino è passata da 6,90 euro a 7 - un altro rincaro è infatti previsto per il prossimo 1° luglio. Dal 2021 ad oggi la nostra tratta è rincarata del 20%. Le tariffe dei trasporti regionali in Piemonte cresceranno di una porzione compresa tra 10 e 50 centesimi sugli abbonamenti settimanali, tra 50 centesimi e 2 euro sui mensili e tra 4 e 18 euro sugli annuali. Incrementi tra 10 e 20 centesimi anche sulle singole corse, con l’Ivrea-Torino che rischia ancora. L’Agenzia della mobilità piemontese ha deliberato l’adeguamento delle tariffe di treni regionali e autobus extraurbani in base all’andamento dell’inflazione misurato dall’Istat.
Nel frattempo tra lunedì 23 febbraio e domenica 26 aprile, si procederà in bus tra Chivasso e Ivrea per consentire l’avvio della prima fase dei lavori di riqualificazione delle stazioni di Montanaro e Strambino.
Avetta parte anche dagli ultimi episodi di sovraffollamento sulla Torino-Milano, con i passeggeri costretti a scendere a Chivasso. «Inevitabile - spiega - se i treni che avrebbero dovuto avere 876 posti a sedere (con capacità massima 1987), in realtà di posti ne avevano solo 592 (con capacità massima 1118). Con una mia Interrogazione avevo denunciato quanto avvenuto il 24 e 25 novembre 2025 sulla linea Torino-Milano. La Giunta regionale ha spiegato come il sovraffollamento era dovuto al fatto che i tre convogli erano stati effettuati non con la normale composizione ma con materiale Rock, quindi con diverse centinaia di posti in meno. Proprio l’elevato affollamento alle stazioni intermedie (oltre ad un problema di segnalamento verificatosi a Chivasso) ha determinato i conseguenti ritardi. Nessuna spiegazione delle ragioni che hanno indotto Trenitalia a impiegare una composizione con un numero di posti inferiore a quanto necessario. Ancora una volta la Regione Piemonte fa il ventriloquo di Trenitalia, limitandosi a riportare le cause dei disservizi (sarebbe ben strano non avessero una causa) e a ricordare che verranno applicate le penali previste dal contratto di servizio. A fronte dei disagi pressoché quotidiani sulle linee ferroviarie piemontesi questo non può bastare, soprattutto visti i significativi rincari su biglietti e abbonamenti (l’ultimo dei quali deliberato pochi giorni fa dall’Agenzia della mobilità). Un atteggiamento rinunciatario che si traduce inevitabilmente nella cancellazione del diritto dei passeggeri ad un servizio efficiente e di qualità».
Inevasa la questione dei bimodali sull’Ivrea-Torino, per cui era stato promesso un raddoppio nelle ore di punta che spesso non si verifica.
Così Avetta chiede a Gabusi se «la Giunta abbia posto attenzione al servizio ferroviario sulla linea Ivrea-Torino garantendo ogni misura idonea ad evitare il sovraffollamento sui treni bimodali» e inoltre di «sapere se la Giunta, alla luce dei disservizi, intenda valutare la sospensione degli aumenti tariffari».
