Vertenza Konecta, 80 gli esuberi a Ivrea. Accordo su uscite volontarie e incentivate
Ivrea
Konecta ha avviato la procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà 180 lavoratori nei tre siti piemontesi del gruppo: Ivrea, Asti e Torino. Un numero superiore di trenta unità rispetto alle ipotesi avanzate lo scorso dicembre durante un incontro in Confindustria Canavese. Nel dettaglio, gli esuberi riguardano 80 dipendenti a Ivrea, 70 ad Asti e 30 a Torino. La procedura si è chiusa con un accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali che prevede esclusivamente uscite su base volontaria. L’unico criterio individuato è infatti la non opposizione al licenziamento, che consente ai lavoratori aderenti di accedere alla Naspi e a incentivi economici. Gli incentivi saranno differenziati in base alle attività svolte: sono previste 16 mensilità, comprensive del preavviso, per il personale impiegato nel front end e nelle aree di staff, mentre salgono a 21 mensilità per chi opera nel back office e nelle attività documentali.
Accorpamento sede
La multinazionale spagnola ha confermato, senza fare aperture, il progetto di accorpamento delle sedi piemontesi in un unico grande sito a Torino, che dovrebbe essere operativo entro luglio. Su questo però si è molto lontani da un accordo considerata la forte opposizione delle organizzazione sindacali e delle istituzioni. L’obiettivo dichiarato da Konecta è la realizzazione di un polo digital su cui concentrare investimenti e percorsi di riqualificazione del personale, ritenuti necessari per affrontare la trasformazione del business e garantire la tenuta del settore, fortemente colpito dal calo dei volumi, in particolare nel back office e nel documentale. Il tema è stato al centro dell’incontro convocato lunedì 9 in Regione Piemonte dalla vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e delle categorie dei lavoratori somministrati, del management di Konecta e dei sindaci di Ivrea e Asti. Il giorno dopo, il clima tra i lavoratori eporediesi di Konecta è pessimo e di forte preoccupazione. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee sindacali. Accanto all’accordo sugli esuberi, è stato sottoscritto un protocollo di intesa che prevede l’istituzione di un tavolo permanente di confronto. Il tavolo avrà come obiettivi la salvaguardia della continuità territoriale delle sedi e la discussione di un possibile investimento per la costituzione, da parte dell’azienda, di un grande polo digitale in Piemonte.
Percorsi di formazione
La Regione ha confermato disponibilità a sostenere i lavoratori attraverso percorsi formativi e di riqualificazione, mettendo a disposizione le Academy di Filiera per l'implementazione delle competenze sulla digitalizazzione e il reskilling del personale. «Abbiamo chiesto che questi percorsi, su base volontaria, possano riguardare non solo i lavoratori in esubero», ha spiegato Silvia Poletto della segreteria piemontese di Fistel Cisl. L’obiettivo è dare ai lavoratori nuove competenze e migliorare la propria ricollocabilità in autonomia considerato che la crisi del settore non si fermerà qui.
Forte la preoccupazione espressa dalle istituzioni locali per le ricadute economiche e sociali che la chiusura dei siti di Ivrea e Asti avrebbe sui territori. I sindaci hanno ribadito la disponibilità a intervenire sui costi di affitto degli immobili e a valutare percorsi legati alla digitalizzazione degli enti locali. Il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, ha annunciato l’intenzione di coinvolgere tutti i sindaci dell’area omogenea in un incontro con l’azienda, sottolineando come molti servizi di digitalizzazione comunale, sotto la soglia dei 150mila euro, potrebbero essere affidati a Konecta. «Il tutto - ha affermato - è subordinato al mantenimento della sede eporediese».
Critico il giudizio dei sindacati sul fronte delle risorse regionali sulla digitalizzazione. Di fatto la Regione ha già affidato, tramite bandi, molti dei lavori che partiranno a breve. «Ci aspettavamo qualcosa in più» ha commentato Alberto Revel, segretario piemontese di Slc Cgil, ricordando come siano ancora da assegnare, tramite bando pubblico, 3,7 milioni di euro destinati alla digitalizzazione dei servizi delle Atc e alle cartelle socio-assistenziali informatizzate dei Comuni.
Tavolo progettuale
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la contrarietà all’accorpamento dei siti piemontesi e, insieme alla Regione Piemonte, hanno concordato la costituzione di un tavolo progettuale per l’elaborazione di un documento di respiro nazionale sulla crisi del settore del customer care. «È una vertenza che seguiamo con la massima attenzione e responsabilità», ha dichiarato la vicepresidente della Regione Elena Chiorino. «La Regione è pronta a mettere in campo tutte le misure possibili, dalla formazione al piano per la conciliazione vita-lavoro». L’assessora al Lavoro ha inoltre annunciato l’avvio di un confronto strategico sul futuro del settore, per affrontarne le criticità strutturali.
