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Fognini a Tenerife: “Il tennis a volte mi manca, a volte no. È bello anche guardarlo da fuori”

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Il pubblico delle Canarie ha potuto riabbracciare uno dei talenti più rappresentativi del tennis italiano: Fabio Fognini, protagonista speciale al Challenger di Tenerife in qualità di ospite d’onore.

Il Tenerife Challenger – torneo maschile di categoria ATP Challenger 75 disputato sui campi in cemento dell’Abama Tennis Academy di Guía de Isora, in Spagna, dal 1 al 15 febbraio (due tornei in due settimane di fila) – si conferma una presenza stabile nel calendario del circuito cadetto. La partecipazione del sanremese ha aggiunto visibilità alla manifestazione, ma la sua presenza non si è limitata a un’apparizione formale: Fognini ha preso parte ad attività promozionali, a un’esibizione e ha incontrato stampa e appassionati a margine del torneo.

Proprio durante l’incontro con i media a Tenerife, l’ex numero 9 del mondo ha tracciato un bilancio del suo momento personale e professionale, parlando del nuovo rapporto con il tennis e dell’attualità del circuito.

Il nuovo ruolo e il rapporto con il tennis

Fognini ha raccontato di vivere oggi il tennis con un approccio diverso rispetto agli anni del circuito a tempo pieno: «Da un po’ sono spettatore, ma sono contento di questa mia nuova veste. Il tennis è sempre nel mio sangue. A volte mi manca, a volte no, però è bello anche guardarlo da fuori e vedere come questi ragazzi progrediscono». Fognini ha inoltre sottolineato l’apprezzamento per la struttura che ospita il torneo: «È un torneo importante. Sono contento di essere in questa bellissima installazione. L’Abama Resort è straordinario e sono tornato molto volentieri su quest’isola».

Musetti e la crescita verso la Top 5

Guardando all’attualità del circuito, Fognini ha commentato il momento di Lorenzo Musetti, soffermandosi sulla scelta di affidarsi a un nuovo collaboratore: «Io da fuori faccio solo il tifo. Sono contento per Lorenzo e per la scelta fatta. Conosco bene José e sono sicuro che insieme a Tartarini lo aiuterà a esprimere il suo miglior livello». Secondo il ligure, Musetti è vicino al salto definitivo: «Gli manca ancora quel clic finale per stabilizzarsi in top 5 e puntare più in alto».

Sinner, Djokovic e Alcaraz

Sulla semifinale degli Australian Open tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, Fognini ha invitato a non drammatizzare: «Ha perso contro il giocatore più forte della storia. Non facciamone un dramma. Conosco Jannik, ripartirà col piede giusto». Riconoscimento anche per il campione serbo: «Nessuno lo dava vincente contro Sinner in una semifinale Slam. I campioni possono fare tutto e lui ha dimostrato ancora una volta il suo valore». Riguardo a Carlos Alcaraz, già affrontato in carriera, il giudizio è netto: «Lui e Jannik sono due predestinati, completamente diversi tra loro. Stanno iniziando a scrivere pagine importanti del nostro sport e hanno davanti tanti anni».

L’esperienza a “Ballando con le Stelle”

Ampio spazio anche al capitolo televisivo. La partecipazione a “Ballando con le Stelle” è stata descritta come impegnativa sotto il profilo fisico: «È stata durissima. Sono riuscito a perdere sei chili, però mi sono divertito». Un percorso durato tre mesi che gli ha permesso di mostrarsi sotto un profilo diverso: «Ho imparato un nuovo mestiere, ho conosciuto persone fantastiche e mi sono fatto conoscere sotto un aspetto che il pubblico non conosceva. Ho vinto anche lì, ma al di là del risultato finale il mio obiettivo era far vedere il vero Fabio Fognini». L’esperienza ha ampliato anche la sua visibilità presso un pubblico differente: «Dopo il programma mi fermavano soprattutto signore tra i 60 e i 65 anni per farmi i complimenti. È stato strano, ma piacevole».

I paragoni generazionali

Fognini ha poi affrontato il tema dei confronti tra epoche diverse, invitando alla cautela: «Ai miei tempi davanti avevo Federer, Nadal, Djokovic, Murray, Wawrinka e tanti altri. Vincere uno Slam era il sogno di chiunque, ma bisognava essere consapevoli del livello che c’era». Secondo lui, il contesto attuale è differente: «Forse oggi ci sono più possibilità di fare un grande risultato in uno Slam, ma fare paragoni non serve».

Il 2026 e i prossimi passi

Quanto al proprio futuro, Fognini non indica obiettivi specifici: «Dal mio tennis non mi aspetto nulla. Sono felice di tornare a giocare. In questo periodo non mi è mancato, ma voglio continuare perché è stato il mio lavoro per vent’anni». Il 2026 sarà un anno di valutazioni: «Sto ancora muovendo le pedine per capire cosa fare. Spero soprattutto di essere felice e stare bene in quello che faccio». A Tenerife il torneo ha seguito il proprio percorso agonistico, ma le parole di Fabio Fognini hanno offerto uno spunto di riflessione sul momento del tennis italiano e sul percorso di uno dei suoi protagonisti più rappresentativi degli ultimi quindici anni.















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