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Cucine del San Matteo chiuse per blatte: contestazione aperta alla ditta di ristorazione

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Pavia. Dopo l’infestazione di scarafaggi che ha determinato la chiusura immediata delle cucine interne al San Matteo, i vertici del policlinico hanno formalizzato una contestazione rivolta alla Dussmann, la multinazionale che fino al 31 marzo gestisce in appalto il servizio di preparazione pasti per i reparti oltre che la mensa dipendenti. Un atto dovuto, dopo che i controlli di mercoledì scorso svolti dai carabinieri del Nas e dall’Ats hanno rivelato gravi carenze igienico-sanitarie contestate alla ditta che ha in carico le cucine. Vincenzo Petronella, direttore generale del policlinico, conferma che la preparazione pasti proseguirà presso il centro cottura comunale di Pavia est, già utilizzato dall’appaltatore per rifornire le mense scolastiche. Quelle interne, invece, riapriranno dopo la “bonifica” che la ditta sta portando avanti: «Il gestore ha avviato gli interventi necessari, che il policlinico sta presidiando con verifiche e verbali di controllo. Dare oggi una data di riapertura non sarebbe serio: avverrà quando ci saranno i requisiti e avremo preso in considerazione le alternative. Adesso la nostra priorità è garantire il servizio senza interruzioni».

Verifiche in corso
Nonostante le contestazioni di Nas e Ats siano state rivolte all’azienda che ha in gestione l’appalto ormai in scadenza (e quindi anche la pulizia dei locali), resta da capire come si sia arrivati a dover chiudere le cucine per via di carenze igieniche così gravi da non poter fare altrimenti: un danno d’immagine per uno dei policlinici più importanti d’Italia. «La gestione operativa del servizio è affidata a un gestore esterno, ma il policlinico ha un dovere di vigilanza – afferma Petronella –. Una cosa del genere non sarebbe dovuta accadere e, alla luce degli eventi, stiamo riorganizzando i nostri presidi di controllo, le procedure e i sistemi di tracciabilità. Stiamo inoltre ricostruendo i fatti con documentazione e riscontri: qualora ci fossero responsabilità, queste saranno accertate nelle sedi competenti e con le procedure del caso». Nel frattempo, il servizio pasti proseguirà come fatto negli ultimi giorni: mensa per i dipendenti operativa e reparti riforniti con le vivande preparate al centro cottura comunale, che Dussmann già utilizza per le mense scolastiche. «In questa fase d’emergenza, alcuni disguidi logistici sono stati gestiti. Stiamo gestendo l’intera situazione con trasparenza, responsabilità e attenzione, collaborando con le autorità competenti e con i gestori coinvolti. Siamo consapevoli dei disagi che una transizione d’emergenza può comportare, ma confermiamo l’impegno a garantire stabilità, chiarezza e miglioramenti strutturali». Nelle prime ore della nuova organizzazione, alcuni degenti non avrebbero ricevuto il pasto preparato secondo le diete speciali che dovevano seguire. «Le diete speciali sono state presidiate con verifiche e con il supporto della Dietetica e Nutrizione Clinica; le priorità cliniche sono state garantite» ha spiegato Petronella. Il policlinico ha inoltre avviato le prime interlocuzioni con Vivenda (il gestore che subentrerà dall’1 aprile) così da organizzare la fornitura di pasti senza interruzioni durante il passaggio di testimone tra ditte.

I lavori al padiglione

La chiusura delle cucine ha inoltre impresso un’accelerazione ai lavori del padiglione 36 – cucine e mensa – finanziati da Regione con 1.7 milioni, la cui progettazione è cominciata nel 2025 (e che riguardano anche le cucine). «L’importante, oggi, è accelerare su questo aspetto» conclude il direttore generale. —















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