Nuovo campo Sinti a Pavia nella bufera «Inascoltati i residenti»
Pavia. La critica principale è la scarsa condivisione della decisione con i residenti. Le opposizioni di centrodestra preparano la battaglia contro l’insediamento di una parte del campo Sinti di viale Resistenza su un terreno che costeggia via Aschieri, poco sotto il bivio Vela, a Pavia Est.
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«Controcorrente»
Nicola Niutta, capogruppo di FdI, dice: «La giunta ha deciso di spendere 590mila euro di soldi pubblici per il nuovo campo Sinti a Pavia Est, quartiere che da anni chiede servizi e invece ottiene ben altro. La temporaneità dell’insediamento suscita egualmente perplessità: anche Piazzale Europa e via Bramante nascono come insediamenti temporanei e sappiamo come sia finita».
«Anche ammesso – aggiunge Niutta – che i 24 mesi vengano rispettati, per dichiarazione del sindaco si andrà incontro alla realizzazione, sempre a spese dei pavesi, di un ulteriore campo, stavolta per spostare l’intera popolazione sinta di piazzale Europa. Ovunque a livello europeo si ribadisce la necessità di superare la logica dei campi, mentre qui a Pavia si va controcorrente ».
Per Antonio Bobbio Pallavicini, capogruppo di Forza Italia «è desolante dover prendere atto che l'unica azione concreta dell'amministrazione Lissia sarà trasformare Pavia in capitale italiana dei campi nomadi, quando la tendenza è quella dell'integrazione e della chiusura dei campi. Il risultato di questa scelta scellerata e non condivisa con i cittadini sarà una ferita del quartiere Est, che suona ancora più dissonante rispetto al trionfale annuncio del nuovo assessore alla partecipazione sulla nascita dei comitati di quartiere. Incoerenza e ipocrisia contro gli interessi della città.
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Andrea Cantoni, consigliere di Pavia Ideale è netto: «Trovo questa scelta totalmente scellerata per due ragioni: lo spostamento crea de facto un terzo campo nomadi; la sua temporaneità non è credibile se si pensa al campo che fu creato in via temporanea in piazzale Bramante tanto che sono 26 anni che il parcheggio interscambio Pavia/ San Martino è occupato abusivamente; terzo luogo, la pretesa volontà di ascoltare e prendere decisioni con i cittadini e le realtà produttive di Pavia Est è mancata perché la decisione è stata adottata dalla giunta nel mese di ottobre del 2025».
«Soluzioni alternative»
«Sono e resto al fianco dei cittadini – dice Maria Eugenia Marchetti del gruppo Lega – che da mesi esprimono preoccupazione e contrarietà: hanno pieno diritto di essere ascoltati, non calpestati da decisioni calate dall’alto. Spendere quasi 600mila euro per realizzare un insediamento temporaneo “di soli due anni”, come ha dichiarato il sindaco, è una scelta amministrativa che definire folle è poco. Con la stessa cifra – o addirittura con meno – il Comune avrebbe potuto garantire soluzioni alternative, evitando di stravolgere un intero quartiere e di creare tensioni sociali.
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Alessandro Cantoni, consigliere comunale e regionale per Lombardia ideale, aggiunge: «L’amministrazione Lissia di centro-sinistra continua a cambiare idea da un giorno all’altro ma l’unica costante è l’assenza di confronto reale e leale con i cittadini. Sullo spostamento del campo Sinti a Pavia Est hanno deciso senza ascoltare davvero il quartiere. Le preoccupazioni dei residenti sono legittime: sicurezza, qualità della vita e valore delle case non possono essere ignorati. Non si governa scaricando i problemi sui territori ma trovando soluzioni adeguate. Porteremo la questione in Consiglio comunale e chiederemo trasparenza e responsabilità. I cittadini meritano rispetto».
