Spagna, cittadini e organizzazioni civiche e di sinistra contro odio e fake news: sono stufi del trumpismo dilagante
In Spagna cittadini e decine di organizzazioni civiche e di sinistra si mobilitano contro l’odio e l’intolleranza che prende corpo nelle strade come sul web, negli spazi virtuali. L’iniziativa della rivista Contexto in poche ore trova l’appoggio di centinaia di intellettuali, giornalisti, giuristi, esponenti del mondo accademico, associazioni civiche. Un appello pubblico che prende le mosse dai tanti episodi che hanno fatto accendere, anche in Spagna, un faro su due fattori con forte impatto sulla società e sulla politica: la violenza, anche verbale, e ‘los bulos’, le fakes create ad arte e diffuse in rete per condizionare o abbattere l’avversario.
Nell’appello si richiamano fatti specifici che hanno sollevato un polverone mediatico: la condanna giudiziaria de El Mundo, la principale testata di riferimento del conservatorismo, obbligato dalla Corte d’appello di Madrid a rettificare false notizie su esorbitanti salari percepiti da una giornalista di Televisión Española, Silvia Intxaurrondo, colpevole di aver condotto un’aspra intervista con Alberto Núñez Feijóo, leader del Partido Popular. L’aggressione di gruppi di estrema destra ad un giornalista d’inchiesta, Román Cuesta di Diario Red, reo di aver acceso un riflettore sui gruppi xenofobi.
Più volte militanti ed esponenti di partiti di destra estrema hanno fatto sentire il fiato sul collo ai reporter che svolgono il loro lavoro durante le manifestazioni pubbliche, tanto che la Federación de Asociaciones de Periodistas de España ha spesso denunciato la pressione verso la stampa che diventa vero e proprio ‘acoso’ quando le intimidazioni sono fisiche o verbali.
Schegge di trumpismo sono arrivate anche in Spagna: Santiago Abascal, leader di Vox, è il riferimento del movimento Maga in terra iberica. Un’avanzata inarrestabile dopo le ultime elezioni in Aragona, fondata su una ricetta ben collaudata: abbattere certezze conclamate, valorizzare atteggiamenti che appaiono retrivi agli occhi dei più, diffondere soprattutto paure. È così che i dati economici che attestano la Spagna tra i paesi che corrono di più in Europa sono frutto di falsificazioni di bilancio, il cambiamento climatico è un’invenzione di scienziati progressisti, il machismo – fenomeno robusto nella Spagna rurale – è parte della tradizione, quasi da preservare, e l’immigrazione l’origine del male.
Italo Calvino sosteneva “i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l’uomo contro l’uomo”. In una spirale perversa i penultimi sono portati a temere gli ultimi, con la paura che diventa ideologia per generare consenso. Vox scava questo solco, con perseveranza: ora si propone di espellere ben otto milioni di immigranti, tra questi anche quelli di seconda generazione, ossia ragazzi come Lamine Yamal, il fuoriclasse del Barcellona.
“El miedo es la antesala del silencio” la paura è l’anticamera del silenzio, si legge nell’appello promosso da Contexto e da Miguel Mora, ex corrispondente de El País a Roma. Non solo un manifesto culturale ma un vero atto politico che tende ad ottenere riforme legislative contro i “fabbricanti di fake e di odio”, ricorrendo alla revoca dei finanziamenti pubblici per quei mezzi di informazione o piattaforme digitali che favoriscono la proliferazione di minacce e odio. Più controlli, ma anche più mezzi, per gli inquirenti, per i giudici e per le forze dell’ordine, con l’obiettivo di offrire una protezione legale autentica alle vittime dei reati commessi con l’uso del web, quali violenze verbali, minacce, diffamazioni, diffusioni sistemiche di fake.
Un appello che ambisce a proporre interventi riformatori deve contare su un appoggio esteso, è per questo che il manifesto verrà presentato alle istituzioni politiche solo con il raggiungimento di 50.000 sottoscrittori. “Libertà è partecipazione” cantava Giorgio Gaber in un celebre ritornello del 1972.
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