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Thomas Plamberger a processo: ha lasciato morire la fidanzata in montagna a -20°. Lui si difende: “Ci consideravamo esperti, era in salute”

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Prende il via il processo a carico di Thomas Plamberger, l’uomo accusato di aver abbandonato la fidanzata Kerstin a meno 20 gradi in montagna, facendola morire per congelamento. Secondo quanto riporta Fanpage, i fatti risalgono al 19 gennaio 2025, quando Plamberger abbandonò Kerstin a 46 metri dalla vetta del Grossglockner, in Austria. L’uomo, accusato di omicidio colposo, comparirà in un’aula di tribunale per la prima volta nella giornata di oggi, 19 febbraio 2026.

Circa un anno fa la coppia decise di scalare il Grossglockner, la vetta più alta dell’Austria. Durante l’arrampicata, Thomas lasciò indietro Kerstin a poche decide di metri dalla vetta alle 2 di notte. Presto, la donna morì assiderata a causa delle temperature rigidissime. Il fidanzato la abbandonò per andare a cercare aiuto. Il caso ha suscitato grande interesse tra gli appassionati di montagna e non solo. L’accusa sostiene che Thomas Plamberger, essendo il più esperto della coppia, ricoprisse il ruolo di guida del tour e, per questo motivo, avrebbe dovuto agire in maniera differente nel momento di difficoltà della fidanzata. Secondo l’accusa, Plamberger non sarebbe tornato indietro per sincerarsi delle condizioni della donna e non avrebbe chiamato in tempo i soccorsi.

Secondo quanto riporta Fanpage, nelle carte è stato scritto che l’uomo avrebbe tentato la scalata nonostante la fidanzata “non avesse mai intrapreso un tour alpino di questa lunghezza, difficoltà e altitudine”. I Pubblici Ministeri accusano Plamberger di aver sottovalutato la difficoltà della scalata e di non aver portato con sé “sufficiente equipaggiamento di emergenza per il bivacco, permettendo alla sua ragazza di indossare scarponi da snowboard morbidi, attrezzatura non adatta per un tour in alta quota su terreni misti”.
L’imputato ha respinto le accuse. L’uomo ha dichiarato di aver pianificato il tour insieme alla fidanzata. Di seguito le sue parole: “Entrambi ci consideravamo sufficientemente esperti, adeguatamente preparati e ben equipaggiati”. Plamberger ha aggiunto che sia lui, sia la fidanzata erano in ottime condizioni fisiche.

I resoconti differiscono

Le versioni su quanto accadde nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 2025 differiscono sensibilmente. Secondo la versione dell’imputato, alle 13.30 del giorno 18 lui e la compagna raggiunsero Frühstücksplatz, punto del tour dopo il quale non c’era più modo di tornare indietro prima della vetta. Plamberger ha aggiunto: “Né io, né la mia fidanzata eravamo esausti o sopraffatti e abbiamo deciso di continuare a camminare”.

Gli inquirenti, invece, hanno affermato che la coppia sia rimasta bloccata a circa 40 metri dalla vetta alle 20.50 circa e che l’uomo, dopo le difficoltà della fidanzata, non abbia inviato alcun segnale di soccorso. Inoltre, un elicottero sarebbe passato sopra le teste dei due ma Plamberger non avrebbe attirato l’attenzione, omettendo il soccorso alla donna. Dopo la mezzanotte, l’uomo ha abbandonato Kerstin tra la neve, condannandola alla morte. Plamberger rischia fino a 3 anni di carcere.

L'articolo Thomas Plamberger a processo: ha lasciato morire la fidanzata in montagna a -20°. Lui si difende: “Ci consideravamo esperti, era in salute” proviene da Il Fatto Quotidiano.















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