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“Le uscite di sicurezza erano sbarrate, Jessica Moretti scappò”, le testimonianze dei ragazzi italiani feriti ai pm di Roma

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Nelle prime testimonianze dei giovani italiani rimasti feriti nel tragico incendio del bar Le Constellation di Crans-Montana, che la notte di Capodanno ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115, si rivedono le scene di panico e la disorganizzazione riportate in alcuni video diffusi subito dopo il rogo. I feriti hanno raccontato ai magistrati italiani la loro terribile esperienza: “Le uscite di sicurezza erano sbarrate“. Il fuoco si è propagato in pochi minuti, complicato dalla totale assenza di materiali ignifughi e da un’inefficienza totale nel fronteggiare l’incendio: “Nessun estintore è stato usato e nessuno dava indicazioni a chi cercava di fuggire”, hanno dichiarato i sopravvissuti.

Jessica Moretti? “È scappata”, la risposta. Alcuni testi hanno riferito, inoltre, che nel locale – anche se si era raggiunta la capienza massima – era possibile entrare solo dopo avere pagato le consumazioni. “Chiedevano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne e non c’erano divieti per i minori, potevano frequentare il bar e bere alcolici”. Racconti che sono sostanzialmente “sovrapponibili” tra di loro: la versione di quanto avvenuto il 31 dicembre al Costellation è “univoca” da parte dei ragazzi che erano presenti nel locale. Queste testimonianze, raccolte dai magistrati italiani su delega della procura di Roma, sono state inserite in un’informativa che ribadisce una ricostruzione dei fatti coerente tra loro. Le dichiarazioni dei giovani italiani coincidono nel descrivere la scena come “un caos assoluto” in cui l’assenza di sicurezza e le scelte errate hanno avuto un impatto devastante sulle persone presenti nel locale.

L’inchiesta italiana

Nel fascicolo aperto a piazzale Clodio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, la procura romana procede con l’inchiesta per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime, aggravati dalla violazione della normativa antinfortunistica. Un punto particolarmente controverso emerso dalle testimonianze è il fatto che Le Constellation era noto tra i giovani, anche minorenni, proprio per la sua prassi di consentire il consumo di alcol anche ai ragazzi sotto i 18 anni.

Il fascicolo aperto a Roma resta contro ignoti, ma le indagini si stanno concentrando anche su altri aspetti legati alla sicurezza e alla gestione del locale. Nelle prossime settimane, i magistrati italiani hanno affidato una consulenza tecnica sui cellulari delle vittime e avvieranno una maxi consulenza medico-legale per esaminare le cause e le modalità dei decessi.

Le indagini in Svizzera e il ruolo di Jean-Marc Gabrielli

In parallelo alle indagini italiane, i pm di Roma hanno intrapreso un percorso di cooperazione internazionale con le autorità svizzere. I tempi per l’invio degli atti da parte della Svizzera si preannunciano lunghi: durante un incontro a Berna, non è avvenuto lo scambio di documenti, ma i magistrati italiani dovranno tornare a Sion a metà marzo per visionare gli atti di indagine svolti dai pm elvetici. L’attività istruttoria svizzera non sarà disponibile per settimane, allungando di molto i tempi di indagine.

Nel frattempo, emergono nuovi dettagli sul possibile ruolo di Jean-Marc Gabrielli, il figlioccio dei coniugi Moretti. Secondo alcuni testimoni, sarebbe stato proprio Gabrielli a chiudere la porta di servizio, che, una volta divampato l’incendio, ha impedito la fuga a molte persone. “Abbiamo visto Jean-Marc chiudere quella porta. È stato un gesto determinante che ha condannato molte persone“, hanno raccontato alcuni dei presenti. Secondo quanto riportato da Le Figaro, almeno uno degli avvocati delle parti civili ha chiesto alle autorità svizzere di incriminare formalmente Gabrielli, figlio di un’ex autorità politica francese, per la sua presunta responsabilità nella tragedia. Il giovane è stato interrogato dagli inquirenti svizzeri e a verbale ha dichiarato di non essere stato mai formato sulle misure di sicurezza. Gabrielli – che gestiva il Vieux Chalet, altro locale riconducibile ai Moretti, ed era il fidanzato di Cyane Panine, la cameriera nota per aver indossato un casco e morta durante l’evacuazione – al momento è un testimone.

L'articolo “Le uscite di sicurezza erano sbarrate, Jessica Moretti scappò”, le testimonianze dei ragazzi italiani feriti ai pm di Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.















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