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Darderi: “Mi alleno con Alcaraz e Sinner ogni volta che posso. Il Sudamerica merita i suoi tornei”

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Luciano Darderi arriva al Chile Open come numero 21 del mondo e seconda testa di serie. È il miglior momento della sua carriera, costruito passo dopo passo. Lo ha fatto con il sostegno di due realtà che hanno ciascuna contribuito, quella italiana e quella sudamericana. Intervistato da La Tercera, quotidiano cileno, Darderi ha speso parole sia per difendere la tournée sudamericana che per discutere dei suoi futuri obiettivi.

La volontà di migliorarsi sempre Luciano la trova dovunque, sia in partita che in allenamento. Ogni volta che posso cerco di allenarmi con Alcaraz, Sinner, i migliori. Cerco di allenarmi con loro perché è molto importante per la crescita.” Quanto al suo rapporto con loro fuori dal campo, quei campioni sono qualcosa di diverso da quello che si potrebbe immaginare. “Sono ragazzi molto umili, brava gente.” Alcaraz, con cui ha condiviso il circuito junior. “È un bravo ragazzo, di buona famiglia“, mentre con Sinner, Musetti e gli altri azzurri il rapporto è solido, essendo quasi tutti della stessa generazione. “È un buon gruppo di persone, sono molto umani, mi ci trovo molto bene al di là del tennis.”

C’è poi un tema che in Sudamerica è diventato importante quanto i risultati sul campo: la possibilità che Darderi cambi federazione e giochi la Coppa Davis con l’Argentina. Il roster albiceleste è meno denso di quello azzurro, e per Darderi vestire i colori dell’Argentina potrebbe significare una chiamata sicura per la Coppa Davis, ma Luciano non nasconde la realtà. Io per ora gioco per l’Italia e quell’idea non è cambiata.”

L’altro tema del momento è il circuito sudamericano. Il Golden Swing sta perdendo sempre più importanza, chiuso tra il cemento Australiano e quello del Sunshine Double. In merito, qui Darderi è più diretto: Più del 10% del ranking è sudamericano. Non capisco perché non meritiamo quei tornei.” Sul possibile Masters 1000 in Arabia Saudita che spezzerebbe ancora di più la tournée, si limita a osservare che la decisione non spetta ai giocatori. Tra le possibilità c’è anche quella che il tour sudamericano si sposti sul cemento, il che a Darderi non va molto a genio: “Se chiedi a me, lascerei tutto sulla terra.”

Gli obiettivi di Luciano, ora alle porte dei primi 20, diventano sempre più ambiziosi, ma finora si sono sempre rivelati realizzabili. “Un anno fa era la top 50, ora è la top 20. Poi cercherò di andare per la top 10 e sempre il più in alto che posso. Non c’è nessuna fretta, nessuna illusione. Darderi sa di avere tempo e tanto margine di miglioramento davanti.

“Sono ancora molto giovane, ho compiuto 24 anni una settimana fa, quindi credo di avere ancora molto da migliorare nell’aspetto fisico, mentale, tennistico, continuità…Resta molto da migliorare e stiamo facendo un buon lavoro con il mio team, mio padre, che mi hanno supportato nei momenti brutti e in quelli buoni. Inoltre, ora abbiamo aggiunto Guillermo Pérez Roldán, una grande persona.” Ma c’è un obiettivo che mette davanti a tutti gli altri, quasi a voler blindare tutto il resto: giocare un’intera stagione senza infortuni. Perché a questo livello, la continuità vale quanto il talento.















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