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Disastro bus, Ceffa chiede aiuto all’Agenzia regionale dei trasporti

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Vigevano. Bus urbani e disservizi, il sindaco chiede all'agenzia regionale del trasporto pubblico locale come intervenire prima della fine del contratto per consentire di mantenere livelli di servizio adeguati.

«Il Comune di Vigevano, insieme ai cittadini – precisa il sindaco Andrea Ceffa - subisce i disservizi senza poter intervenire direttamente nei confronti del contraente, ovvero la Star Mobility».

L’azienda, dal canto suo precisa di non aver mai avuto contestazioni di Comune e si dichiara pronta al dialogo: «Abbiamo sempre lavorato per offrire un servizio efficiente e rispettoso delle necessità degli utenti. Non abbiamo mai ricevuto contestazioni o segnalazioni di disservizio da parte del Comune, con il quale auspichiamo un costruttivo confronto, insieme all’agenzia del Tpl, per apportare migliorie e innovazioni al servizio». Nello specifico, Ceffa chiede all'Agenzia «di verificare quali possano essere le azioni da intraprendere prima della fine del contratto», che è in proroga fino al 2028.

Il caso bus urbani è scoppiato a fine dicembre, quando un mezzo della Star Mobility ha perso le ruote in viaggio e con i passeggeri a bordo. Da lì è scaturita la mozione del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Polo Laico che, sottolineando i disservizi ricorrenti avrebbe voluto impegnare la giunta a pretendere che il gestore producesse un piano di miglioramento vincolante. Ma la mozione è stata respnta. «Dal 2021 – scrive ora Ceffa - il contratto di servizio del trasporto pubblico locale è gestito direttamente dall’agenzia con la Smart Mobility e il Comune non è più parte contrattuale diretta. In ogni caso, paghiamo circa 393mila euro all’Agenzia, come quota di compartecipazione ai costi del servizio».

All’opposizione non basta.

«Avevamo ragione – taglia corto Luca Bellazzi, capogruppo del Polo Laico e promotore della mozione –. E ora il sindaco lo ammette. Ceffa in consiglio aveva negato che fosse il Comune a pagare di “tasca sua” il costo del servizio, definendo quella cifra ovvero i quasi 393mila euro una semplice “partita di giro” tra Regione e Star Mobility. Era un’affermazione errata e noi lo abbiamo contestato subito, carte alla mano. Ci è stato risposto con sufficienza, invitandoci a chiedere chiarimenti agli uffici. Lo abbiamo fatto e solo dopo una nostra ulteriore richiesta formale via Pec è arrivato questo comunicato, che ammette che le informazioni fornite al Consiglio Comunale “non erano complete” e conferma esattamente ciò che avevamo detto: il Comune paga direttamente quasi 400 mila euro all’anno per il trasporto pubblico».















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