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Февраль
2026

Flop piscina scoperta: bando per le aziende deserto, scartata l’unica offerta

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Pavia. È stata definita “non idonea” l’unica offerta arrivata in Comune per realizzare e gestire il parco acquatico che dovrebbe nascere in piazzale Europa. La proposta del privato si limitava alla costruzione e non prendeva in considerazione la gestione del nuovo impianto natatorio. Gli uffici dovranno quindi pubblicare un nuovo bando per un intervento che rappresenta un tassello fondamentale all’interno di Waterfront, megaprogetto da oltre 17 milioni che punta a riqualificare l’asta sinistra del Ticino, nato con l’amministrazione Fracassi ed ereditato dalla giunta Lissia che ha poi deciso di apportare alcune modifiche. E, tra le modifiche, c’è appunto il recupero della piscina scoperta di piazzale Europa che prevede un costo di circa 5,3 milioni e lo spostamento di una porzione del Campo Sinti.

I tempi

Dello stato di avanzamento di Waterfront si è parlato nel Consiglio aperto di giovedì sera, durante il quale la vice sindaca e assessora ai lavori pubblici Alice Moggi ha fatto sapere che gli interventi devono necessariamente terminare entro il 31 dicembre 2027. È quindi, da parte dell’amministrazione Lissia, una corsa contro il tempo innescata anche dai ritardi di un piano che, sulla carta è partito nel 2021, ma che in realtà, ha spiegato la vicesindaca, è stato avviato nella seconda metà del 2024. «La giunta precedente aveva previsto un parco idrovolante per una spesa complessiva di 7 milioni e 375mila euro – spiega Moggi –. Questa amministrazione non condivideva il progetto e, in una prima fase, aveva optato per una riqualificazione dell’idroscalo che, a fronte di valutazioni più approfondite e della scadenza di Waterfront, è stata accantonata, decidendo di realizzare due sotto azioni e dividere gli interventi in due lotti. Il primo riguarda la riqualificazione della piscina e il secondo, per un costo di circa 2 milioni, il percorso ciclopedonale che parte dalla ferrovia e arriva alla zona del Confluente». L’avviso pubblicato dal Comune per l’attivazione di una procedura di partenariato pubblico privato (2,7 milioni il contributo dell’ente comunale) scadeva il 26 gennaio e ha visto rispondere un solo operatore.

I motivi dell’esclusione

«L’offerta non è risultata idonea per motivi formali, in quanto non conforme al bando – chiarisce la vicesindaca –. Attualmente il livello di progettazione è un documento di fattibilità delle alternative progettuali e ora gli uffici si sono attivati per raccogliere nuove proposte di operatori privati che poi, se valutate positivamente, saranno oggetto di procedura di evidenza pubblica. Non possiamo stimare l’eventuale ritardo maturato da questa operazione fino a quando non riceveremo nuove proposte».















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