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Salvo per miracolo dal delirio dell’investitrice: «L’ho schivata, poi ha provato a colpirmi in retro»

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Vigevano. «Mi sento miracolato, ho parcheggiato l’auto e sono sceso per andare al bar con gli amici ed ho visto quell’auto bianca venirmi addosso». A parlare è Giuseppe V., il muratore 51enne di Vigevano, quasi travolto dall’auto guidata dalla 48enne di Palestro in corso Cavour.

«Non ho capito cosa stesse succedendo, mi sono scostato perché ho visto arrivare l’auto che ha colpito me di striscio, ma anche la mia auto in sosta e quella parcheggiata davanti: entrambe sono state pesantemente danneggiate» racconta ancora il 51enne, che lavora per conto della ditta di famiglia che ha sede a Gambolò. Dall’altra parte della strada ad attenderlo, prima di andare al bar Diavolo di corso Cavour, c’era un amico Alessandro M. «Ha visto tutta la scena in diretta e si è segnato la targa dell’auto - racconta ancora la vittima di uno dei tre incidenti -. Il mio amico mi ha subito chiesto. Ma la conosci questa? Io gli ho risposto che non avevo mai visto prima quell’auto e nemmeno il volto di quella donna mi ha ricordato una persona che conoscessi, davvero non sapevo chi era. Ho visto solo che era bionda». Giuseppe V., che ha riportato ferite lievi, ha capito poi che era un incidente causato di proposito dopo essere stato colpito di striscio: «Sì perché mentre mi mettevo al riparo la donna ha fatto retromarcia a tutta birra, si capiva chiaramente che voleva colpirmi ma non sapevo davvero per quale motivo - aggiunge ancora Giuseppe V. -. Stavo semplicemente andando al bar con un amico. Abbiamo subito dato l’allarme alla polizia locale di Vigevano fornendo il numero di targa dell’auto che ha preso il mio amico».

L’amico che ha visto tutto

La versione del ferito, lieve, è stata data anche dall’amico Alessandro M. che era dalla parte opposta della strada. «Ho visto la donna mentre ha colpito il mio amico e ha cercato di investirlo nuovamente». La testimonianza di Alessandro Marzo è allucinante: con una comitiva di amici era nei pressi di un bar in corso Cavour quando la donna ha iniziato il suo secondo investimento, quello contro Giuseppe V. «Mi sono accorto che qualcosa non andava da come ha colpito il mio amico la prima volta, leggermente mentre era di spalle – prosegue l’amico – poi ha iniziato a fare retromarcia e solo per un caso la vettura è finita contro una Fiat 500 parcheggiata. A quel punto il mio amico con un balzo è saltato sul marciapiede e si è salvato. Ho chiamato subito la polizia e ho dato il numero di targa del veicolo, un pickup furgonato bianco. La gente presente all’inizio pensava che stesse guidando male perché ubriaca, ma ho capito le sue intenzioni e mi sono trascritto la targa».

In corso Cavour, dove si trovavano i due amici, è subito intervenuta una pattuglia della polizia locale di Vigevano. «Mi hanno poi detto che la donna è stata arrestata e che ha fatto altri incidenti in città - chiude Giuseppe V., il 51enne colpito dall’auto guidata dalla palestrese -. Io mi sento fortunato per poter raccontare questa vicenda, spero che vivamente che il ragazzo rimasto ferito in maniera più grave possa cavarsela, era evidente che quella donna stava agendo di proposito».

Al momento le vittime dell’incidente risultano parti offese, non è da escludere che nell’ambito di un futuro ed eventuale procedimento penale possano costituirsi parte civile al fine di ottenere dei risarcimenti per i danni dovuti alla serata di follia a ridosso del centro storico di Vigevano.















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