Il treno tarda di 7 minuti, i bus sostituivi partono lo stesso: «Noi pendolari lasciati a piedi»
IVREA. Sono rimasti senza parole e 40 minuti al freddo, i circa 70 pendolari scesi dal treno 7633 in partenza alle 16.05 da Torino Porta Susa e arrivato a Chivasso con 7 minuti ritardo, alle 16.25 giovedì 5 marzo. Il tempo di arrivare al piazzale dove sono parcheggiati i bus sostitutivi del trasporto su rotaia interrotto per lavori nella stazioni di Strambino e Montanaro (che dureranno fino al 26 aprile) e i bus erano già partiti. Sarebbe bastato attendere pochi minuti per permettere a tutti coloro che avevano acquistato il biglietto a Torino di prendere la coincidenza programmata. «Non abbiamo trovato nel piazzale nessun addetto di Trenitalia che ci potesse dare informazioni - spiega Anna Maria Minniti, pendolare eporediese rimasta a piedi con gli altri -. Le uniche le abbiamo chieste agli autisti, che sono stati gentili e spesso ci aiutano. L’addetta è arrivata pochi minuti prima della partenza dei pullman successivi, dopo che avevamo già atteso 40 minuti. Il pullman però era diretto per Ivrea, la maggior parte di noi è salita, ma alcuni hanno dovuto aspettare il successivo che si sarebbe fermato anche nelle stazioni intermedie. Vorrei sottolineare anche che quel piazzale non è nei pressi della stazione, bisogna camminare qualche minuto per arrivarci. E può capitare che ci sono persone anziane o disabili, che sicuramente non riescono a raggiungere il pullman così in fretta. Sarebbe necessaria una maggiore attenzione».
Trenitalia, contatta, promette proprio una maggiore attenzione in un momento così delicato per il trasporto ferroviario: la linea è di fatto interrotta tra Chivasso e Aosta e i disagi per i pendolari sono all’ordine del giorno. «Purtroppo - spiegano dall’azienda -, il disguido è accaduto perché il treno in questione è un Torino-Milano che aveva una coincidenza con un Novara-Ivrea. I bus sono programmati per attendere il treno diretto, quindi hanno aspettato quello che arrivava da Novara e sono partiti. Ora abbiamo chiesto una maggiore attenzione anche alle coincidenze, vista la situazione. E ci impegniamo a migliorare anche il servizio degli addetti all’assistenza».
D’altronde mentre a Ivrea l’assistenza è rodata, a Chivasso è iniziata da poco la presenza dei bus sostitutivi. Certo nella città eporediese resta il grande disagio dell’incrocio tra i bus sostitutivi che arrivano da Chivasso e quelli che partono per la Valle d’Aosta. In molti, soprattutto il consigliere Massimiliano De Stefano di Azione/Italia Viva, avevano sollecitato l’utilizzo del Movicentro, area attrezzata per ospitare i pullman. Opzione che poi non è stata adottata, per non perdere qualche minuto per fare il giro della stazione, per cui si potrebbe passare anche dal Terzo ponte. Sono stati tanti i cittadini che hanno segnalato in questi giorni la presenza di bus sostitutivi impegnati in manovre improbabili in corso Nigra.
L’organizzazione nel piazzale di Ivrea resta comunque superiore a quella di Chivasso, vista anche l’esperienza accumulata. Il Comune ha previsto la presenza dei vigili urbani nelle fasce orarie più critiche della mattina presto e del primo pomeriggio, e ha ottenuto la disponibilità di Trenitalia e della società di trasporto su gomma Vita a mantenere per tutto il periodo dei lavori il personale a terra che gestisce i flussi dei passeggeri e le manovre dei bus. Gli addetti Trenitalia, in questi giorni, hanno coordinato i flussi dei passeggeri tra bus e stazione, fornendo informazioni ai pendolari e, di fatto, evitando il caos totale.
