Pavia, Ats ordina: «Abbattete le nutrie al campo da calcio». Ma i dissuasori le fanno fuggire
PAVIA. Su sollecitazione di Ats Lombardia, il Comune ha affidato un incarico per l’abbattimento delle nutrie che si trovano nelle pertinenze esterne del complesso scolastico costituito dall’asilo nido Ciro Barbieri e dalla scuola dell’infanzia 8 marzo oltre al centro sportivo Cassinetto e alla scuola Girotondo. Ma buona parte del problema sarebbe già stata eliminata con l’installazione di dissuasori acustici.
Il caso
Il problema era divenuto di pubblico dominio dopo che il presidente della polisportiva Sant’Alessandro, Luigi Greco, con sede al Cassinetto aveva denunciato la presenza degli animali e, soprattutto, la loro coesistenza con i bambini delle scuole di calcio. L’assessore all’Ambiente, Lorenzo Goppa, aveva effettuato un sopralluogo. «Continuo a dirmi contrario all’uccisione di animali innocenti. – ha dichiarato ieri Goppa – Come preannunciato, l’incarico affidato dal Comune a una ditta specializzata è solamente un atto dovuto per rispettare il protocollo regionale che, ancora una volta, trovo profondamente sbagliato nel merito e nel metodo». La Lombardia, infatti, prescrive l’abbattimento delle nutrie. «Mesi fa – prosegue l’assessore – abbiamo proposto a Regione Lombardia un protocollo alternativo che prevedeva la sterilizzazione delle nutrie e il loro trasferimento fuori regione in un Cras (centro di recupero animali selvatici - ndr). La risposta è stata negativa e non ha lasciato spazio ad alternative. La stessa Ats Pavia ci ha di recente inoltrato una lettera chiedendoci di trappolare e uccidere le nutrie entro tempi brevi. Dal canto nostro, insieme con moltissime associazioni e cittadini, abbiamo in queste settimane ripulito l’intera area, posizionato delle reti metalliche per evitare il contatto tra bambini e animali e soprattutto, abbiamo posato dissuasori sonori donati al Comune, che stanno già avendo ottimi risultati, allontanando gli animali». I dissuasori emettono degli ultrasuoni che allontanano gli animali.
Protocolli non cruenti
«I protocolli non cruenti quindi esistono – conclude Goppa – e stanno funzionando perfettamente. Così facendo, quando la ditta interverrà non troverà più animali e quei fondi potranno essere riutilizzati per la posa di altri dissuasori sonori, volti a scongiurare un ritorno degli animali. Quello che ci interessava era difendere gli animali, ma anche i bambini. E ci siamo riusciti senza far del male a nessuno». —
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