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Giornate Fai di Primavera 2026, dal Palazzo di Città di Torino alla Torre Libeskind di Milano: le “chicche” da vedere il 21 e 22 marzo – LA GUIDA

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Tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia, nonché il più efficace strumento con cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS porta avanti da oltre 50 anni la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio. Infatti dal 1993 – anno della prima edizione dell’evento – fino all’autunno scorso, quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17mila luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.

E per questa primavera il menù appare particolarmente ricco perché sono 780 le proposte del FAI in ben 400 luoghi diversi.

Le grandi città

Proprio alcuni dei tesori delle grandi città apriranno i loro portoni. Cominciamo dalla Capitale: previste a Roma diverse aperture straordinarie di beni e ambienti normalmente non accessibili al pubblico, come il Palazzo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, progettato da Cesare Bazzani nel 1912, che aprirà per volontà dello stesso Ministro Giuseppe Valditara, per sottolineare il grande valore educativo delle Giornate FAI; e ancora la Corte Suprema di Cassazione, con sede presso il Palazzo di Giustizia, realizzato su progetto dell’architetto Guglielmo Calderini tra il 1888 e il 1910.

A Milano apertura del Palazzo delle Finanze, costruito negli anni Trenta del ‘900 per raggruppare gli uffici che si occupavano di tasse e imposte e dove si accederà anche al bunker e al caveau; e ancora la Torre Libeskind (riservata agli iscritti FAI e su prenotazione), edificio progettato dall’architetto statunitense Daniel Libeskind e costruito tra il 2015 e il 2020, soprannominato il Curvo per via della sua forma, quindi la Sede Rai di Corso Sempione (visite su prenotazione), con 5 studi televisivi e 5 radiofonici, dove i visitatori potranno sperimentare in prima persona gli effetti della Extended Reality e scoprire le innovazioni tecniche utilizzate durante le trasmissioni delle Olimpiadi invernali;

A Napoli aprirà i cancelli lo Stadio Maradona, inaugurato nel 1959, dove i visitatori potranno osservare da bordo campo il terreno di gioco e percorrere il cosiddetto “Miglio Azzurro”, proprio come fanno gli atleti; e il Palazzo d’Avalos del Vasto (riservato agli iscritti FAI), divenuto nei secoli una vera e propria reggia urbana, ora interessato da importanti restauri ed eccezionalmente accessibile per il FAI.

A Genova si potrà visitare la Lanterna, il monumento più famoso della città, le cui prime testimonianze scritte risalgono al 1128.

A Torino aprirà i suoi spazi il Palazzo di Città, sede del Municipio, con ambienti riccamente decorati, come la Sala del Sindaco – eccezionalmente accessibile – la Sala dei Marmi e la Sala del Consiglio, con velluti e damaschi rossi alle pareti, così come l’Opificio delle Rosine, storica istituzione cittadina nata nel 1756 per sostenere l’emancipazione delle donne attraverso formazione e lavoro autonomo, oggi polo artistico e culturale con una forte vocazione sociale.

Quindi a Palermo si potrà vedere Porta Nuova a Palermo, esempio tra i più rappresentativi dell’architettura trionfale della città, dove verrà proposta una nuova visita inclusiva e accessibile a tutti, in collaborazione con il Comando Militare Esercito “Sicilia”, proprietario del bene, e l’Università degli Studi di Palermo, che prevede supporti realizzati appositamente per le Giornate FAI, come visite tattili con plastici e virtuali con video per persone con mobilità ridotta e un cartone animato per bambini,

Sorpresa a Firenze con l’apertura di Palazzo Cerretani (visite su prenotazione), edificio cinquecentesco che appartiene alla Regione Toscana, con la splendida Sala del Barbarossa affrescata nella prima metà del ‘700 da Vincenzo Meucci e oggi sede dell’importante biblioteca intitolata a Pietro Leopoldo;, da non perdere anche Palazzo Buontalenti, o Casino Mediceo di San Marco, edificato come “officina” del granduca Francesco I e oggi, dopo aver ospitato la Corte d’Appello, sede della School of Transnational Governance (EUI);

Infine visita straordinaria a Ca’ Giustinian di Venezia (riservata agli iscritti FAI), notevole palazzo gotico situato nell’area marciana, dal 2008 sede degli uffici della Biennale.

Itinerario francescano

Tra le novità della prossima edizione delle Giornate del FAI l’inedito itinerario per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Si tratta di aperture in 8 regioni che valorizzeranno la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia. Tra i luoghi coinvolti il Santuario di San Donato con l’adiacente Giardino storico di San Francesco a Ripacandida (PZ) – la “piccola Assisi lucana” – decorato con affreschi del ‘500 e riconosciuto nel 2010 dall’UNESCO “monumento messaggero di cultura di pace”; il Complesso francescano di San Bernardino a Caravaggio (BG), con un prezioso ciclo di affreschi raffigurante la Passione di Cristo. In Umbria, visite al Convento di San Fortunato a Montefalco (PG), convento francescano che custodisce al suo interno affreschi rinascimentali di Benozzo Gozzoli e, nel bosco circostante, suggestive grotte, oratorio sotterraneo di epoca paleocristiana, poi adibito al culto del cristianesimo, e infine il Bosco di San Francesco, Bene del FAI ad Assisi (PG), luogo di armonia e silenzio ai piedi della Basilica di San Francesco, dove si può ammirare il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.

Altre “chicche” e curiosità

Durante le Giornate FAI di Primavera 2026 sarà possibile visitare eccezionalmente l’Accademia Navale di Livorno, ente universitario che si occupa della formazione degli ufficiali della Marina Militare, di solito accessibile ai soli addetti ai lavori e alle famiglie degli allievi in occasioni specifiche come il Giuramento o eventi istituzionali. Il complesso originario sorge sull’area del Lazzaretto di San Jacopo, luogo che veniva utilizzato per la quarantena dei marinai provenienti dai mari di Levante. Questa parte dell’Accademia fu inaugurata nel 1881, grazie soprattutto alla volontà dell’Ammiraglio Benedetto Brin che volle unificare la Scuola Navale del Regno di Sardegna, che aveva sede a Genova, e quella Borbonica, con sede a Napoli, diventando così un simbolo dell’unità nazionale. Oggi l’Accademia si sviluppa su una superficie di 215 mila metri quadrati, aprendosi verso il mare con un fronte che misura quasi due chilometri. All’interno trovano spazio laboratori scientifici, dormitori, piscina, palestra, biblioteche e aule dedicate alla formazione e all’esterno il brigantino interrato. Non mancano anche il cinema e l’auditorium, per quella che può davvero essere definita come una piccola cittadella completamente dedicata alla vita militare della Marina, che accoglie più di 1.200 persone tra Allievi Ufficiali e Ufficiali.

Si prosegue con la Stamperia Pascucci, antica bottega artigiana nata nel 1826 a Gambettola (FC), luogo scelto per la facilità di reperimento della materia prima, la canapa; anche il colore utilizzato per la stampa, il ruggine, deriva dal ferro ossidato in disuso, di cui la cittadina è stata per lungo tempo centro di riferimento. Il processo di stampa utilizzato allora come oggi è la tecnica xilografica: matrici in legno di pero intagliate a mano, impregnate di pasta colorante, vengono battute con il mazzuolo sui tessuti di canapa. Ne nascono figure geometriche, floreali o animali facenti parte del ricco patrimonio iconografico popolare.

Invece a Nola, in provincia di Napoli, da non perdere la Fonderia Nolana fondata negli anni ’70 da Pasquale Del Giudice, che si basa sulla millenaria tradizione metallurgica dell’agro nolano, centro celebre per la fusione dei bronzi da aver dato il nome “nolae” alle piccole campane. Evolutasi da bottega artigiana a polo internazionale d’eccellenza, all’interno della struttura l’antico metodo della cera persa si fonde con tecnologie digitali d’avanguardia che non sostituiscono, ma potenziano la gestualità dello scultore. Il sito è un crocevia storico dove il “saper fare” campano dialoga con artisti globali, in una sintesi perfetta tra archeologia industriale e futuro.

A Sarzana (SP) sarà visitabile Maristaeli Luni, la stazione elicotteri della Marina Militare inserita in un rilevante contesto paesaggistico e nata nella seconda metà del ‘900 come infrastruttura strategica per l’Aviazione Navale italiana e per la NATO. Poi si è progressivamente sviluppata e adeguata alle nuove esigenze operative, diventando un polo di eccellenza per la formazione e l’addestramento degli equipaggi di volo in ambiente marittimo e svolgendo un ruolo centrale anche nelle operazioni di soccorso, protezione civile e sicurezza marittima. La stazione comprende piste di decollo e atterraggio, hangar per ricovero e manutenzione degli aeromobili, aree dedicate all’addestramento, simulatori di volo e di ammaraggio forzato, officine, laboratori e magazzini, in cui gravitano oltre 600 persone.

A Macerata si potrà visitare il Teatro Lauro Rossi, con i suoi 426 posti a sedere, è un gioiello settecentesco, nato come “teatro condominiale”. Nel 1765 ben 46 nobili maceratesi promossero la realizzazione di un nuovo teatro nello spazio occupato dal vecchio Palazzo Comunale. L’incarico venne affidato ad Antonio Galli, detto il Bibiena, il cui progetto venne riadattato nel 1769 da Cosimo Morelli, che diresse i lavori di costruzione: la sua realizzazione spetta dunque ai due più importanti progettisti teatrali del XVIII secolo. Inaugurato nel 1774, il teatro venne intitolato nel 1884 al compositore maceratese Lauro Rossi.

Dalle Marche alla Puglia: a Bari apertura straordinaria per il Teatro Margherita edificato tra il 1912 e il 1914 come una costruzione palafitticola su pilastri in cemento armato sul tratto di mare prospiciente il cosiddetto “giardino Margherita”. Rappresentava la risposta ingegnosa al divieto di costruire altri teatri sul territorio barese al di fuori del Teatro Petruzzelli e la sua storia riassume emblematicamente l’evoluzione del gusto dei cittadini per i luoghi di spettacolo e di ritrovo dai primi anni del secolo scorso ai giorni nostri.

E infine a Orgosolo (NU, verso la fine degli anni ‘60 un maestro d’arte, Francesco del Casino, con i suoi studenti della locale scuola media iniziò a dipingere sui muri del paese opere che esprimevano critiche sociali, storie e memorie collettive. Il fenomeno muralistico divenne un vero e proprio movimento di arte murale politica, collegato alle lotte locali (come la mobilitazione di Pratobello contro la creazione di un poligono militare) e internazionali. E così il paese ben presto si trasformò in un museo di impegno civico a cielo aperto: oltre a toccare i murales più significativi di Corso Repubblica, il percorso proposto nelle Giornate FAI permetterà di scoprire la tradizione locale dell’allevamento del baco da seta e della lavorazione della fibra.

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