Dad, partenza in chiaroscuro nel Bellunese. Difficoltà con i più piccoli
BELLUNO. Prima giornata di assestamento nelle scuole bellunesi costrette alla didattica a distanza al 100%. Non tutte le classi, soprattutto per i bambini più piccoli, sono state in grado di partire con la Dad già ieri per questioni tecniche, ma anche perché bisognava decidere quali bambini potranno comunque frequentare in presenza, almeno per qualche ora alla settimana. Il Dpcm, infatti, dice che, in particolari condizioni di bisogno, è possibile proseguire in presenza.
la Dad per i più piccoli
Gli Istituti comprensivi, rispetto ad un anno fa, hanno cercato nei limiti del possibile di organizzarsi in modo tale da non avere pause nella didattica. All’Istituto Comprensivo 1 di Belluno la vice-preside Mara De Monte racconta questa partenza: «Già da sabato eravamo partiti con la dad nelle classi seconde e terze medie. Mentre da oggi (ieri, n.d.r.) che c’è la zona rossa questo coinvolge tutti, dalla scuola dell’infanzia fino alla terza media». Nei livelli più bassi di istruzione il lavoro è diverso: «Per la scuola dell’infanzia si prevede l’utilizzo di più strumenti. Le attività sono ridotte e avvengono attraverso collegamenti informali alla presenza dei genitori e con la condivisione di materiali, attività o suggerimenti di giochi didattici che i bambini continuano individualmente in famiglia».
piani elaborati da tempo
L’Istituto Comprensivo 2 lo scorso anno era stato tra i primi in provincia ad attivare la modalità a distanza, grazie alla sollecitudine di alcuni insegnanti. Si può dire che il film si è ripetuto, come spiega la dirigente Bruna Codogno: «Non è stata dura riattivare la Dad perché, per fortuna, già dall’inizio dell’anno gli insegnanti avevano continuato a mantenere il sistema “classroom” inserendo i compiti on line affinché i ragazzi usassero la piattaforma. Inoltre gli orari li avevamo già predisposti ad inizio anno».
chi resta in presenza
Sorge qualche criticità per i ragazzi che sono in presenza: «La cosa più complessa è organizzare i gruppetti di quegli studenti che rientrano comunque. Su questo stiamo già lavorando. Alle medie abbiamo iniziato, invece alle elementari e all’infanzia si partirà da mercoledì. Questa è la parte più complicata, perché è nuova rispetto ad un anno fa». In questo ambito rientra anche l’organizzazione dei pulmini. All’Istituto Salesiano Agosti il preside Pierluigi Ravettino racconta come si è organizzato con il suo personale: «Seconde e terze medie sono già partite, domani (oggi, ndr) tutti gli altri. Dalla prima alla terza elementare si procede da casa, dando la possibilità a chi ha bisogno di farla in presenza, dalla quarta elementare in su c’è la dad ma gli insegnanti sono a scuola con i dsa e bes accompagnati da un piccolo gruppetto di studenti che turna. Penso che rientreremo il 12 aprile».
la Dad in montagna
In montagna è sicuramente più difficile fare questo tipo didattica. Ne sa qualcosa il preside dell’Istituto Comprensivo di Forno di Zoldo Paolo Rigo: «La connessione internet è molto più deficitaria che nelle zone di pianura . Siamo andati molto incontro ai genitori fornendo tablet e connessioni internet, però non si riesce a coprire tutte le esigenze».
L’istituto comprensivo di Feltre, criticato da alcuni genitori di Mugnai, ha colto la prima giornata di Dad come «occasione per valutare ogni criticità e adeguare il servizio a ogni esigenza», come spiega il vicedirigente Paolo Perco. Non a caso su oltre 1200 studenti tra asilo, elementari e medie, sono 80 i notebook in distribuzione alle famiglie richiedenti. L’umore, sia delle famiglie sia dei docenti, non è dei migliori: «Le difficoltà più grandi sono dei genitori-lavoratori che non sanno a chi lasciare i loro figli». Madre Graziella, che si occupa della scuola primaria dell’istituto Canossiano, aggiunge: «Per ora sta andando tutto bene e non abbiamo avuto nessuna segnalazione. Sono più preoccupati i genitori, gli allievi sembrano tranquilli». —
luca maciga
e francesca valente
© RIPRODUZIONE RISERVATA
