La pandemia non intacca la voglia di Erasmus degli universitari friulani: oltre 250 pronti a partire per studiare alll'Estero
UDINE. Nonostante le stringenti limitazioni alla mobilità e alla circolazione di studenti e lavoratori anche nell’ambito dell’Unione Europea, il programma Erasmus (acronimo per acronimo di EuRopean community action scheme for the mobility of university students) non alza bandiera bianca. E anzi, implementa le risorse a disposizione, raccogliendo anche alle latitudini friulane adesioni convinte da parte degli universitari che non intendono rinunciare al periodo di studio all’estero.
Le domande arrivate quest’anno alle segreterie dell’Università di Udine sono 254, in sensibile diminuzione rispetto alle quattrocento di media degli anni passati, ma certamente più di quanto probabilmente era lecito attendersi in questo momento storico.
«Il programma Erasmus si è adeguato alla fase di incertezza che viviamo, adottando con maggior frequenza le modalità di partecipazione virtuale alle attività – premette il professor Giorgio Alberti, delegato dell’ateneo friulano per l’internazionalizzazione –. Tuttavia, la disponibilità alla mobilità all’estero è stata confermata da parecchi studenti, che si trovano in queste settimane fuori dall’Italia, soprattutto nei Paesi del Nord Europa». In media ogni anno il 3,2 per cento degli studenti dell’Università di Udine fa domanda per la mobilità internazionale, una percentuale lievemente scesa (al 2,5) in questa delicata fase pandemica. Un indice che comunque conferma l’ateneo udinese ai vertici nazionali per le proposte legate all’internazionalizzazione.
L’Università di Udine mantiene rapporti nell’ambito dell’interscambio di studenti soprattutto con Germania e Austria, «anche se molto richieste restano anche Spagna e Francia, oltre alla Gran Bretagna: fortunatamente gli accordi internazionali hanno consentito di mantenere sostanzialmente inalterati i rapporti con le università britanniche anche dopo la Brexit», riferisce Alberti.
Il nuovo programma Erasmus+ 2021-2027 prevede a livello europeo un budget dedicato di oltre 26 miliardi di euro, con significative novità che riguardano anche la digitalizzazione dei processi e la sburocratizzazione, con la gestione digitaledella mobilità (Erasmus without paper) che faciliterà le pratiche per gli studenti. La European student card initiative è poi un’iniziativa chiave dello Spazio Europeo dell’istruzione, che contribuirà a rendere la mobilità accessibile a tutti, a prescindere dal retroterra economico e sociale, nonché a rilanciare il senso di identità europea, consentendo il riconoscimento internazionale degli studenti e forme di agevolazione per gli stessi.
«Penso che Erasmus sia il vero successo dell’Unione Europea – riflette Sonia Bosero, responsabile dell’Ufficio relazioni internazionali dell’ateneo udinese – .Studiare in una nuova università, in un nuovo Paese, in una lingua diversa dalla propria e con metodologia didattica a volte diversa permette allo studente di acquisire una prospettiva diversa, di acquisire competenze nuove e trasversali utili per la vita. Competenze e soft skills fondamentali per affrontare la vita. Coloro che hanno partecipato al programma europeo risultano il 45 per cento più occupabili».
