Le stanze hanno poca luce: chiuse due case-vacanza a Mantova
Pugno di ferro di Ats Val Padana e Comune di Mantova nei confronti di case e appartamenti per le vacanze, affittati per soggiorni brevi soprattutto a turisti, che non rispettano i requisiti igienico-sanitari per svolgere l’attività ricettiva.
Lunedì 18 settembre il dirigente dello sportello unico ha firmato il provvedimento per la chiusura di due appartamenti in centro città, di proprietà di una stessa società, che un sopralluogo dell’Ats aveva trovato senza i necessari requisiti di aerazione e illuminazione. Per riprendere l’attività il proprietario dovrà fare i lavori necessari e poi ottenere l’ok dell’Ats. Il Comune ha concesso alla società dieci giorni di tempo (dalla comunicazione del provvedimento sul portale «impresa in un giorno» lo stesso usato dalla società per notificare l’avvio dell’attività) per sospendere l’attività, in modo da consentire ai turisti eventualmente ospitati di terminare il soggiorno oppure di trovare una soluzione alternativa. Il Comune fa sapere che si tratta degli unici due provvedimenti presi nei confronti di case vacanze in città e che all’origine della sospensione dell’attività vi è un rapporto dell’Ats.
Nel mirino è finita la Smart Holiday srls di Mantova, la cui amministratrice è Francesca Andreatta. I due appartamenti chiusi si trovano uno in piazza Marconi e l’altro in via Verdi, entrambi al terzo piano degli edifici che li ospitano.
La società per entrambi i locali aveva inviato al Comune, il 29 maggio scorso, la comunicazione di inizio attività, tramite il portale «impresa in un giorno».
Il 17 luglio successivo l’Ats aveva spedito al Comune una nota in cui rilevava per entrambi gli alloggi «carenti rapporti aeroilluminanti». In pratica, le stanze avevano poca luce e quindi le finestre non erano state ritenute sufficienti per garantire la giusta aerazione e illuminazione naturale degli ambienti. Il Comune aveva concesso alla società 15 giorni di tempo per le controdeduzioni, mai presentate.
E così, lo Sportello unico ha emesso il provvedimento di sospensione dell’attività di casa e appartamento per le vacanze fino a quando non verranno eseguiti i lavori necessari a sanare le carenze rilevate dall’Ats. Non solo. Per riprendere l’attività ricettiva Smart Holiday dovrà ottenere il parere favorevole del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Azienda di tutela della salute. Nel caso la società ritenesse che il provvedimento comunale abbia violato i suoi diritti e, quindi, sia illegittimo, può presentare ricorso al Tar di Brescia: per farlo ha a disposizione 60 giorni. Intanto, i due provvedimenti di sospensione dell’attività sono stati comunicati anche alla Questura, alla Provincia e all’Osservatorio regionale del turismo e dell’attrattività.
