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Сентябрь
2023

Violenza sulle donne a Trieste, applicato a un 26enne il primo braccialetto elettronico 

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TRIESTE Per la prima volta a Trieste a un uomo violento è stato applicato il braccialetto elettronico, proprio per evitare che picchi, maltratti nuovamente la madre. Una possibilità introdotta nel 2019 con il Codice rosso, a maggior tutela delle donne vittime di violenza, e che in questo caso va a rafforzare il divieto di avvicinamento alla parte offesa.

Il sistema di controllo, su disposizione del giudice per le indagini preliminari, è stato installato dalla Questura alla caviglia di un ventiseienne di origine argentina, da anni residente in città, reo di aver in più occasioni alzato le mani nei confronti della madre cinquantenne. Una condotta reiterata.

Denunciato per maltrattamenti nei confronti della donna – i carabinieri erano dovuti intervenire in più occasioni per sedare la sua violenza e proteggere la madre – era stato arrestato e trasferito nel carcere del Coroneo.

Su richiesta del difensore dell’uomo, valutando la disponibilità del ventiseienne a farsi applicare il braccialetto elettronico, il gip ha quindi disposto una misura cautelare alternativa, meno afflittiva, delegando alla Questura l’installazione e anche il successivo monitoraggio del dispositivo.

Per l’argentino sono previsti l’allontanamento dalla residenza materna, il divieto di avvicinamento alla vittima di 200 metri – quindi anche al di fuori dalla residenza –, ma gli è impedito pure di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo.

Insomma, l’uomo deve interrompere qualsiasi contatto con la madre, standole ben lontano. Così, circa una settimana fa – la misura prevede lo indossi in questo caso per un anno –, la Divisione Anticrimine della Questura di Trieste ha provveduto, prima della scarcerazione, a sistemargli alla caviglia il braccialetto elettronico.

Allo stesso modo, la madre è stata dotata di un dispositivo da cui non si deve mai separare, che anche uscendo di casa deve tenere con sé, ad esempio in borsetta, in tasca, visto che potrebbe rivelarsi la sua salvezza.

Quella del braccialetto elettronico è una misura introdotta per i reati di maltrattamenti e stalking prima nel 2018, a rafforzamento dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare, e successivamente nel 2019, come detto, con l’introduzione del Codice rosso, anche per rinforzare il divieto di avvicinamento alla parte offesa.

Ma come funziona il dispositivo? Sia il braccialetto elettronico che lo strumento dato invece in dotazione alla vittima vengono geolocalizzati. Il sistema è programmato affinché appena viene violato il limite di distanza imposto, suona e avvisa contemporaneamente la parte offesa e la centrale operativa della Questura, che interviene inviando immediatamente un equipaggio della Squadra volanti a sua tutela.

Per il questore Pietro Ostuni si tratta di uno «strumento utile, che ci consente un controllo più diretto dell’aggressore, un riscontro immediato dell’eventuale inosservanza della misura imposta, con un avviso alla nostra centrale e alla donna nel caso l’aggressore si avvicini». Ostuni reputa che «se dobbiamo salvaguardare le donne dagli episodi di violenza, tutti gli strumenti possibili devono essere adottati, proprio a tutela della vittima».















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