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Сентябрь
2025

Falso acquisto di garage truffa da 40mila euro sventata dai carabinieri

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È stato provvidenziale l’intervento dei carabinieri di Vigevano e la prontezza del personale della filiale Crédit Agricole di piazza Ducale, che hanno evitato a una cinquantenne del posto di cadere vittima di una sofisticata truffa online. Tutto è successo ieri intorno alle 12,30. Poco prima, una donna di circa cinquant’anni, residente in città, si era presentata agli sportelli chiedendo di disporre un bonifico di ben 40mila euro per l’acquisto di un box auto. L’operazione, di per sé insolita per modalità e importo, ha insospettito l’impiegata che la stava seguendo. Non convinta delle spiegazioni fornite, e notando l’insolita reticenza della cliente nel rispondere ad alcune domande, ha deciso di riferire la situazione al direttore. Quest’ultimo, valutati i rischi, non ha esitato a contattare il 112 per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. I militari sono arrivati rapidamente e hanno trovato la donna determinata a procedere con il trasferimento del denaro, convinta che si trattasse di una regolare compravendita conclusa online. Nei primi minuti non è stato semplice: la cinquantenne appariva infastidita dai sospetti avanzati. Poi ha capito la situazione, convinta da bancari e carabinieri.

Dalla ricostruzione è emerso che la donna era stata contattata da un presunto proprietario del box, che attraverso telefonate e messaggi le aveva fornito un codice Iban sul quale versare l’importo pattuito. L’uomo premeva perché l’operazione fosse effettuata con urgenza, insistendo sul fatto che altri acquirenti fossero in attesa. Una strategia tipica delle truffe online, basata su pressione psicologica e senso di urgenza. La svolta è arrivata quando, proprio mentre la cliente era ancora in banca con i carabinieri, il truffatore ha richiamato al telefono per sollecitare il pagamento. La chiamata è stata l’ennesima conferma: l’uomo utilizzava la tecnica dello spoofing, che permette di falsificare l’identità del chiamante facendo apparire il numero come riconducibile a soggetti terzi affidabili, talvolta perfino a istituzioni.

Di fronte a questa prova, la donna ha finalmente compreso il pericolo e ha interrotto la procedura di bonifico. L’episodio, che fortunatamente si è concluso senza conseguenze economiche per la vittima, rappresenta un ulteriore campanello d’allarme sulle insidie delle truffe digitali.S.bar.















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