Ivrea, un Albero della vita in memoria di tutte le vittime dell’odio
IVREA. È stato un appuntamento molto significativo quello organizzato dall’associazione culturale Fuoridaltunnel (FdT), presieduta dall’attrice Stefania Longo, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, lo scorso martedì 25, nel quartiere Bellavista dove, accanto all’ingresso della palestra Canton Vesco, in viale Liberazione 19, al cui primo piano ha sede l’associazione, è stata posata un’installazione permanente dal titolo L’Albero della vita, in memoria delle vittime di femminicidio, lesbicidio e tran*cidio.
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La cerimonia di inaugurazione dell’opera e lo scoprimento della relativa targa apposta sulla facciata dell’edificio sono avvenute alla presenza degli alunni di 4ª e 5ª della vicina scuola primaia Olivetti, accompagnati dalle insegnanti e dalla vicepreside, Federica Duranti, che hanno seguito con curiosità e interesse, così come i tanti residenti in zona intervenuti, la performance di teatro sperimentale in cui si sono cimentati i talentuosissimi allievi della scuola di teatro di FdT.
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«L’idea dell’Albero della vita – spiega Longo – è stata ispirata da un’installazione vista in una grande città di un’altra regione, che era stata realizzata legando i fazzoletti alla balaustra di un lungomare. Noi abbiamo pensato di abbinare l’elemento dei fazzoletti, ciascuno recante il nome vero di una vittima di femminicidio, a un albero che è il simbolo della vita stessa. Abbiamo ritenuto potesse essere un messaggio forte e ci siamo resi conto, con gioia, appena installata l’opera, che il messaggio è stato immediatamente compreso nella sua profondità e nella sua capacità evocativa e di far riflettere. L’installazione artistica sarà permanente e speriamo che non si debbano mai più aggiungere nuovi nomi. Questo è un quartiere densamente popolato e abbiamo scelto di lasciare un segno tangibile visibile a tutti proprio qui, per ricordare che le vittime non sono solo nomi ma sono le nostre figlie, le nostre sorelle, le nostre migliori amiche, e che, se aumentiamo la consapevolezza e la sensibilità, saremo più forti nel contrastare una piaga sociale che ha già spezzato troppe vite».
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«Sono felicissima di aver sostenuto l’installazione di questa bellissima opera d’arte – ha affermato Gabriella Colosso, assessora alle Pari Opportunità e contro ogni discriminazione –. Nel tempo si è tessuta una rete fatta di associazioni, di cittadini, di imprenditrici, di commercianti e tanti altri e io spero che un impegno corale possa portare, un domani, a intravedere un futuro diverso almeno nella nostra città».
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«Come polizia municipale – ha aggiunto l’agente Chantal Francesca Tumelero – siamo molto vicini a tutta la cittadinanza eporediese e, in particolare alle donne, soprattutto in questo periodo violento. Disponiamo di una sala di ascolto che rappresenta una ottimo punto di riferimento a disposizione di tutti coloro che si sentono in difficoltà e vogliono confidarsi o confrontarsi con noi, circa una possibile violenza che può essere fisica, verbale o economica. Abbiamo anche uno spazio a disposizione per i maltrattanti, per discutere cause e problemi legati ai loro comportamenti, e presto apriremo anche una saletta per i pregiudizi. La città di Ivrea si sta muovendo, si sta innovando e speriamo di utilizzare sempre meno queste sale, ma, poiché queste situazioni esistono, è bene sapere che si può contare su di noi, per una voce amica e un aiuto. Sempre e con la massima disponibilità».
