Pasolini e Mishima: ad Atreju Giuli, Roccella e Mollicone ribaltano i luoghi comuni della sinistra
“Agli attacchi della sinistra rispondiamo con un detto arabo: i cani abbaiano, la carovana passa”. Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a Radio Atreju dove è intervenuto al termine del dibattito “Pasolini e Mishima: poeti fuori dagli schemi”.
La nuova egemonia della destra di governo passerà attraverso l’ironia, la vera arma tagliente in grado davvero, e da sempre, di azzerare il nemico. “Non siamo quelli dell’amichettismo, ma chi ci accusa fa parte del nemichettismo, che stasera coniamo come termine da cucire addosso a tutti quelli che ci accusano di fare cultura liberamente” dice Giuli.
Tra Pier Paolo Pasolini e Yukio Mishima “ci sono molti più punti in comune di quanto si possa immaginare” esordisce il ministro della Cultura che, oltre alla “maschera tragica” e alla “poetica del gesto esemplare” incarnata dai due poeti sottolinea quanto entrambi abbiano “praticato nella scrittura la più grande libertà”. Insomma, di fronte alle accuse nei confronti di chi intende praticare ancora il gioco degli steccati culturali e “se proprio dobbiamo trovare un aggettivo, ironico o autoironico è quello che definisce meglio colui che è aperto alla vita e al confronto e non è un lugubre nemichettista: nemico giurato della bellezza”.
Mollicone: abbiamo smesso di giocare con le appartenenze
Roccella: gli intellettuali di sinistra hanno paura di uscire dalla loro confort zone
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