Sabalenka: “Atlete transgender? Non sono d’accordo con questa roba”
Domenica 28 dicembre a Dubai andrà in scena il match di esibizione tra la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka e Nick Kyrgios, tristemente presentato come un nuovo capitolo della “Battaglia dei sessi”, citando la storica sfida del 1973 tra Billie Jean King e Bobby Riggs, anche diventata un film con Emma Stone e Steve Carell.
A Dubai i due contendenti avranno un solo servizio a disposizione (in origine Aryna doveva averne due, ma Kyrgios si è opposto perché troppo svantaggioso per lui) e il campo di Sabalenka sarà più piccolo del 9%, perché una ricerca suggerisce che le atlete siano il 9% più lente degli atleti (sulla distanza delle 50 miglia…). Dal canto suo, Kyrgios ha giocato sei match negli ultimi sei anni ed è un personaggio che “fa discutere” con i suoi comportamenti dentro e fuori dal campo.
Il senso della sfida
Se il confronto tra King e Riggs poteva avere un senso, considerato quanto lo sport femminile fosse marginalizzato, lo scopo di questo appuntamento dicembrino sembra solo di fornire una scusa non necessaria per messaggi tossici a base di superiorità, inferiorità e tutto quanto. A parità di classifica, i tennisti sono più forti delle tenniste? Sì. Ma la vera domanda è: e quindi? Come scrive Barney Roney sul Guardian, il senso dello sport è “ispirare e divertire, incoraggiare le persone a essere attive”. Vogliamo togliere gli enormi meriti in questo senso a Serena Williams o Maria Sharapova (solo per citare due ex) sulla base del fatto che non sarebbero entrate nella top 300 ATP? Ecco quindi i due prossimi protagonisti ospiti di Uncensored di Piers Morgan, giornalista e conduttore televisivo britannico che sugli argomenti controversi sembra prosperare.
“Se perdo, appendo la racchetta”
Secondo Sabalenka, Kyrgios è in una “lose-lose situation”: se vince, è scontato, se perde – gli dice Morgan – “potrebbe essere il momento più umiliante della tua vita”. L’opinione di chi scrive è che, per sostenere ciò, Morgan non abbia fatto i compiti sulla vita pubblica di Kyrgios che, tuttavia, gli dà ragione, replicando che, “se perdo, potrebbe essere la volta che appendo la racchetta al chiodo per davvero”.
Morgan riprende un frase del citato pezzo del Guardian, sulla “enorme opportunità per lo sport femminile di essere sminuito, liquidato e osannato da ‘incel’ e misogini di professione” e una di Rennae Stubbs, quattro titoli Slam in doppio, con il retorico “quali sono i vantaggi per il tennis femminile?”. Aryna replica che lo scopo della sfida è “esplorare un po’ di più il nostro sport”, mentre Kyrgios ne approfitta per dire che non gli è mai interessato quello che dice Stubbs.
Le atlete transgender
Si passa a parlare di atlete transgender, partendo dall’opinione di Martina Navratilova secondo la quale “la WTA non dovrebbe mai permettere loro di competere nei propri tornei”. Aryna ammette che la domanda è complicata e risponde che “non ho niente contro di loro, ma penso che abbiano ancora un grosso vantaggio sulle donne”. E vabbè, dopo il topos introduttivo non ci aspettavamo che dicesse ‘donne biologiche’, però usa l’aggettivo subito dopo: “Non è giusto per una donna affrontare un uomo biologico. Una donna lavora tutta la vita per raggiungere i propri limiti e poi deve affrontare tipo un uomo, biologicamente più forte. Non sono d’accordo con questo genere di roba nello sport”. Per fortuna la considerava una domanda difficile… Lo stesso viene chiesto anche a Kyrgios, evidentemente anch’egli esperto in materia: “Penso lo stesso, non ho nulla da aggiungere, Aryna ha colpito nel segno”.
Testosterone e bikini
Da lì a parlare dell’intervista a Marta Kostyuk a Tennis 365 il passo è scontato che neanche durante il black Friday. “Kostyuk, tennista ucraina, ha detto che hai un vantaggio biologico” incalza Morgan. “Sei più grande, alta e forte, suggerendo che è per via dei livelli di testosterone”. Il conduttore dimentica la parte in cui Tennis 365 aveva fatto un taglia e cuci dell’intervista togliendo il contesto, rettificando poi in un successivo articolo. “Quello che sento sono solo scuse” ridacchia Sabalenka. “È divertente perché lei ha probabilmente più muscoli di me”. Morgan dice di aver apprezzato la risposta di Aryna che su Instagram aveva postato delle proprie foto in bikini. Avremmo toccato il fondo?
Sinner e il trattamento preferenziale
Morgan fa poi vedere lo spezzone dell’intervista a Djokovic in cui Nole, a proposito della vicenda ‘clostebol’ con protagonista involontario Sinner, dice che “non gli è piaciuto come è stato gestito il caso” e “vedi qualcuno in situazione simile o identica essere sospeso per quattro anni e lui, provvisorio, quello che era, tre mesi, non è affatto giusto”. Affermazioni che dimostrano una totale mancanza di conoscenza del caso e del regolamento – diciamo pure della realtà. Però, sapere di cosa si parla richiede più tempo che sbirciare un tweet o un titolone, per non parlare del rischio che nuove informazioni (cioè, ‘informazioni’) smentiscano le proprie convinzioni.
Ad Aryna viene domandato se ci sia una regola per Sinner perché era numero 1 e una per tutti gli altri: “Non siamo sicuri di cosa sia successo. Credo nello sport pulito e credo che tutti debbano essere trattati allo stesso modo. Ma allo stesso tempo non credo che in quel caso ci sia stato ‘qualcosa’” risponde Sabalenka, che ammette di non sapere molto del caso di Jannik e prende un’altra strada. “Io cerco di essere attenta e iperprotettiva verso me stessa dopo un paio di casi, perché mangi al ristorante e poi risulti positiva”.
“Tutti devono essere trattati allo stesso modo”
Morgan pare non apprezzare la risposta e torna sul trattamento preferenziale, così Aryna, in un riassunto micidiale, rispolvera il caso di Iga Swiatek, all’epoca del test positivo anch’ella numero 1 del mondo, ripete di essere d’accordo con Djokovic, “tutti devono essere trattati allo stesso modo”, ma alla domanda “se Sinner fosse stato numero 600 del mondo…”, replica “non lo sappiamo”.
Dice la sua anche Kyrgios, “comunque sia andata Sinner è comunque responsabile”, c’è la solita parte delle “informazioni trattenute” smentita però dalle linee guida dell’ITIA che vengono applicate a chiunque. Aggiunge che “come è stato gestito nella sua interezza non ha fatto bene allo sport, era l’unica cosa di cui si parlava e anche io ne sono responsabile”, poi esalta Jannik per “come si è ripreso, è fantastico, non ci sono dubbi che sarà uno dei migliori tennisti di tutti i tempi”. Ci sembra carino oltre che rilassante fermarci su questa nota lieta. L’intervista integrale si trova qui:
