Al Fraschini “Amadeus” e i veleni di Salieri. Nel Ridotto “beer&talk” per gli under30
PAVIA. Nel 1985, la trasposizione cinematografica di Milos Forman dell’opera teatrale di Peter Shaffer (1978) ha conquistato otto Premi Oscar. Venerdì, sabato e domenica il teatro Fraschini di Pavia porta in scena un Amadeus, nato dalla consolidata collaborazione tra Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con i costumi dello stilista Antonio Marras.
Un Mozart moderno, quasi una rockstar. Uno spettacolo che si rivolge anche a un pubblico giovane. Agli under30 (purché abbiano già compiuto 18 anni) è riservato l’incontro che si svolgerà venerdì, alle 19, nel Ridotto del teatro dal titolo Beer&talk - genio, veleni e scandali in Mozart.
Un format nuovo che propone uno spazio informale e partecipato che anticipa i grandi titoli della stagione attraverso conversazioni interdisciplinari, ospiti del mondo accademico e momenti musicali dal vivo.
All’evento su Amadeus, che mette in relazione arte, scienza e pensiero contemporaneo, interverranno Andrea Capucciati (dipartimento di Chimica, Università di Pavia), Serena Feloj (dipartimento di Filosofia, Università di Pavia), Chiara Cerami (Dipartimento di Neurologia, IUSS Pavia) e Giacomo Biagi (Coordinatore Artistico, GhislieriMusica).
Durante il Beer&Talk si entrerà nel cuore della drammaturgia: un’opera che esplora non solo il mito del genio assoluto, ma soprattutto la vertigine dell’invidia, il crollo del potere e l’impossibilità di accettare che il talento non sia distribuito secondo giustizia. Antonio Salieri è un uomo pio e generoso, un musicista stimato e famoso, ma Dio ha scelto di far sentire la sua voce nel mondo attraverso quella di un ragazzo scapestrato e irriverente: Wolfgang Amadeus Mozart.
Un cast di interpreti di rilievo
Accanto a Ferdinando Bruni (che interpreta Salieri),c’è Daniele Fedeli, l’attore-rivelazione del film Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, nel ruolo di Mozart e una compagnia di interpreti di rilievo: Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca e la giovane Valeria Andreanò.
La vendetta
Il tema è la storica rivalità tra Mozart e Salieri nella Vienna di fine Settecento. Costruita come un giallo, la pièce fa affiorare i ricordi più privati e amari dell’ormai anziano musicista italiano che, come in una sorta di confessione prima della morte, pronto a tutto pur di non essere dimenticato, fomenta le voci malvagie nei confronti del rivale. Sul musicista italiano infatti, aleggia a sua volta la maldicenza messa in giro dal testo di Puškin che lo vede coinvolto nell’omicidio del giovane Mozart.
La scena è un salone che il delirio di Salieri - seduto sul palco, spalle alla platea - trasforma in labirinto. Il ritratto di un passato non più ricomponibile attraverso la ragione, dal quale i personaggi emergono come marionette, vestite dagli abiti di un ‘700 immaginario creato dallo stilista e costumista Antonio Marras, sullo sfondo delle proiezioni fantasmagoriche di una lanterna magica. —
