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Декабрь
2025

Tyra Grant: il futuro dell’Italtennis rosa è aggrappato a lei?

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Parigi, 11 agosto 2024, ore 14.22: l’Italvolley di Julio Velasco ha appena conquistato la medaglia d’oro olimpica. Tra le 16 campionesse azzurre divenute olimpioniche spiccano Myriam Sylla e Paola Egonu: rispettivamente miglior schiacciatrice della manifestazione e miglior opposto oltre che MVP dell’intera edizione a cinque cerchi del torneo di pallavolo femminile. Guardando quelle immagini di festa assordante, il richiamo al nostro amato tennis non poteva non fare capolino. Quante volte abbiamo provato la stessa sensazione, non una consapevolezza di impotenza quanto più un desiderio di novità.

In quante circostanze ci siamo domandati: ‘quanto sarebbe bello poter ammirare una tennista azzurra con caratteristiche fisiche e di conseguenza tecniche diverse?Semplicemente per soddisfare l’aspirazione ad una gradazione di espressione tennistica differente da ciò che il nostro recente passato ha prodotto. Di certo, non per sminuire in alcun modo le nostre fantastiche giocatrici che ci stanno regalando immense gioie, riuscendo sempre a superare i loro limiti.

Proprio in quel magico agosto, ad esempio, Jasmine Paolini e Sara Errani ci fecero godere come matti grazie al quell’oro che resterà eterno, al culmine di un 2024 con due finali Slam, il titolo in doppio a Roma, la duplice qualificazione alle Finals, il misto a Flushing Meadows, la BJKC e tanto altro. Un 2024 trasformato in una piacevole ricorrenza in un’altra stagione magica: il 2025, ancora una volta un anno ricco di successi.

L’unicorno per trascinare il tennis azzurro al femminile

Eppure quella voglia di assistere al cigno nero rimane lì, latente. Riusciremo a sottrarre qualche potenziale prospetto tennistico alla pallavolo e al nuoto? Su questo forse c’è ancora da lavorare, ma qualcosa lentamente si vede all’orizzonte. Uno spirito libero dalla predisposizione genetica Ashanti ma pavese doc è sbarcata tra noi. Il suo è nome è Tyra Caterina Grant, è la fenice della rinascita dell’Italtennis versione rosa pronta a guidarci in una nuova era. Classe 2008, diventerà maggiorenne il prossimo 12 marzo.

E’ la metà d’Italia che ne ha dato la luce a trasmetterle la passione per il gioco del tennis: mamma Cinzia, maestra federale. Papà Tyrone è stato invece un discreto cestista yankee, visto all’opera in diverse piazze del Bel Paese: da Livorno ad Avellino, passando anche per Teramo fino a vestire le prestigiose casacche di Treviso, Venezia (Reyer), Milano (Olimpia) e Bologna sponda Virtus. In sostanza la radice del gene States, precisamente nel celebre quartiere newyorchese di Brooklyn, per la naturale propensione alla vita da atleta.

Certo Tyra non si leva a vette da sequoia come le pallavoliste sopra citate, anche se chiaramente è tutt’ora in piena fase di sviluppo fisico, ma sicuramente rappresenta un affastellamento di doti atletiche a cui non siamo abituati nello sport con la racchetta. Grant deve farsi in toto come giocatrice, eppure finalmente abbiamo in serbo una che ha il potenziale per vincere le partite spaccando la palla e tirando più forte dell’avversaria e non unicamente perché dotata di straordinario acume tattico.

Il suo futuro

La coppia Donati-Furlan è perfettamente cosciente di cosa ha per le mani e sa che con il giusto percorso qualcosa di buono verrà fuori, che poi questo buono possa anche essere molto buono o addirittura grandioso questo non è dato saperlo. Proprio su questo punto, però, la determinazione con cui Tyra ha scelto l’azzurro, anziché il tennis d’oltreoceano, e la convinzione con cui ha motivato e difeso tale decisione ci danno anche la misura della sua personalità.

Il carattere di una guerriera che non si sente una delle tante ma sa di poter diventare qualcuno che cambia il corso di una storia, la tempra di una che ha spalle larghe perché destinata a compiere grandi imprese. Perché come diceva un Sir londinese “se c’è qualcosa di più importante della logica questi è indubbiamente l’immaginazione”, ovvero il potere proprio della mente di costruire un’idea definendone perfettamente i contorni. E allora lasciamola pure immaginare, sognando tutti, coralmente assieme a lei, un finale a sorpresa per questa storia che superi qualsiasi aspettativa. Uno di quei finali che possa creare la giusta dose di stupore così da rendere fiero quel ragazzotto di Londra: il Maestro della Suspance Alfred Hitchcock.

Il suo 2025

La stagione 2025 ha già segnato alcuni circoletti rossi mica da ridere nel cementare un inizio di carriera: l’invito agli Internazionali d’Italia dopo aver gridato la sua voglia d’azzurro, la vittoria speronata contro Ruzic, e poi il viaggio di Shenzen. Un cammino virtuoso vissuto da comparsa ma che le ha donato tanto per gli anni a venire, una masterclass universitaria per creare quel bagaglio da cui poter attingere ogni qualvolta vorrà. Docenti: la bolognese Sara per insegnarti come si prepara una partita, come la si affronta e come ci si può completare sul piano tecnico o meglio ancora come si può far fronte virtuosamente alle proprie lacune; e la toscana Jasmine per farti capire che si può stare al vertice pur rimanendo se stessi e che anzi un pizzico di solarità in più aiuta e non poco a vivere meglio l’essere tennista professionista ai massimi livelli.

L’entusiasmo è giusto che ci sia ma come movimento bisogna volar basso e tenere i piedi ben piantati, Matilde Paoletti ci ha già scottati – anche per un’evidente sfortuna fisica in forma di infortuni di cui finora è stata vittima la perugina – e non poco ma qui forse siamo di fronte a qualcosa di diverso. Grant potrà crescere serenamente, la pressione sulle sue spalle non mancherà ma sarà in un certo senso protetta da Paolini che oltre ad illuminarle la strada potrà in questa fase primordiale della sua carriera tenerla lontana dai riflettori, il che è certamente un bene.

Il suo 2026 ci darà tante risposte, non definitive ma importanti. Tyra rappresenta il futuro ed ecco che torniamo a piombo sul nostro incipit. Se vogliamo che un domani le giovani ragazze italiane non scelgano esclusivamente altri sport ma vengano ispirate e attratte dal tennis c’è bisogno di un simbolo, un’emblema che indichi come anche il tennis possa essere la via maestra. Insomma cara Tyra Caterina Grant, il processo che può condurre il benessere del tennis femminile italiano traghettandolo verso una definitiva esplosione passa dalla tua racchetta. Perché se è vero che in passato abbiamo avuto campionesse sublimi, e le abbiamo tutt’ora, una come te non c’è mai stata.

Un anello di congiunzione anche con le italiane di seconda e terza generazione è un unicum nella nostra storia. Inoltre, Grant è l’unico vero prospetto sul quale ad oggi può provare a contare il tennis femminile italiano del domani. Il gotha attuale delle nostre ragazze, bicampionesse del mondo, le vede tutte nella seconda fase delle rispettive carriere e nelle retrovie non si scorge nulla che valga veramente la pena. Per questo Tyra diventa ancora più importante, lei può essere il propulsore affinché si innaffi il terreno a dovere e la semina possa dare i suoi prosperosi frutti. Lei che personifica il mix di diverse culture.

“Non sottovalutate il potere di una donna determinata. Possiamo cambiare il corso della storia” parola di Yaa Asantewaa regina madre della popolazione Ashanti che nel 1900 guidò la guerra d’indipendenza contro l’impero britannico.

E allora è questo il nostro augurio più grande da poter rivolgere ad una teenager americana che si sente però molto più italiana (d’altra parte è nata e cresciuta nel nostro Paese oltre ad essersi formata tennisticamente in Italia tra Bordighera al Piatti Center e Casal Monferrato). Non dimenticare chi sei, vivi come sei diventata e fai di tutto per provare a diventare la donna che riscriverà la storia del tennis azzurro, nel vero senso della parola. Non tanto e non solo a livelli di titoli e classifica ma ricalcando un prima e un dopo, dimostrando che in questo Paese le donne possono anche sognare di vincere Wimbledon.















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