Addio all’architetto Petitti raffinato cultore del territorio
PALAZZO CANAVESE
Si è spento lunedì 15 a 84 anni Riccardo Petitti, architetto, appassionato ricercatore e studioso dalla vasta cultura, scrittore e storico del territorio. Sensibile e riflessivo, con la sua profondità di pensiero e osservazione coglieva particolari che ad altri sfuggivano. È stato presenza importante per il territorio e la sua attività professionale ha lasciato un’impronta nel patrimonio storico di Ivrea, dove ha curato il restauro di Palazzo Giusiana, del Campanile del Duomo e della Torre di Santo Stefano, dopo importanti studi propedeutici, ricercando e interpretando una mole di documenti sparsi in archivi diversi. «Ha esplorato Canavese e Val d’Aosta – racconta l’amico Germano Fasano – alla ricerca di tracce e reperti risalenti agli antichi abitatori e ha ricostruito, anche in contrasto con la storiografia ufficiale, eventi, usi e costumi. Sulla base di osservazioni e studi ha pubblicato una lunga serie di opere». Guglielmo Berattino, noto storico e scrittore, condivideva con Petitti la passione della ricerca storica. «Riservato e quasi timido con gli estranei, era amico arguto e spiritoso. La sua famiglia è originaria della Valchiusella, dove ha iniziato le sue ricerche. La sua opera antesignana, Valchiusella archeologica-incisioni rupestri (1971), ha aperto la strada ad altri studiosi e ricercatori. Avevamo gli stessi interessi culturali, anche lui è stato un pilastro dell’Associazione di storia e arte canavesana Asac. Negli ultimi mesi, conscio delle sue condizioni di salute, mi aveva chiesto di aiutarlo a realizzare 2 ultimi desideri. La sua biblioteca occupava il grande salone di casa e ne ricopriva le pareti; Riccardo intendeva salvaguardare i suoi libri e le sue ricerche e metterle a disposizione di altri studiosi, affinché nulla andasse disperso. Così l'ha donata ad un’istituzione pubblica. Altro desiderio era rieditare, arricchendolo con le ultime scoperte, il suo libro Montagne bizantine, tracce del limes alpino in Val d’Aosta, Canavese, Biellese e Valsesia. Negli ultimi giorni ha avuto la gioia di avere tra le mani il suo nuovo libro, anche se non è più riuscito a diffonderlo». I volontari della biblioteca di Palazzo, con cui aveva collaborato, lo ricordano così: «Si è spenta una voce colta e profonda, un uomo educato e discreto, una presenza importante per intelligenza e onestà intellettuale, di cui c’è tanto bisogno». I funerali sono stati celebrati mercoledì 17, nella chiesa parrocchiale di Palazzo.
