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Декабрь
2025

Voghera segreta: le regole per salvare i reperti nascosti sotto strade e piazze

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VOGHERA. Saranno di più, nel futuro Pgt (Piano di governo del territorio) di Voghera, le aree da tutelare dal punto di vista archeologico, ovvero quelle in cui c’è il rischio, oppure la certezza, che scavando ci si possa imbattere in manufatti che raccontano il passato della città. Zone, quindi, che vanno preservate in caso di lavori (anche piccoli) nel sottosuolo, e per le quali esiste una specifica procedura.

Lo si evince dalle osservazioni presentate in sede di Valutazione ambientale strategica (Vas) dalla Soprintendenza Archeologica, che ha chiesto al Comune di integrare il numero di quelle che in gergo tecnico si chiamano “aree di rischio e ritrovamento archeologico”, individuate a seguito dei ritrovamenti verificatisi negli ultimi anni durante le più varie operazioni di scavo. Una volta che (probabilmente nella primavera del ’26) verrà approvato il nuovo Pgt, le aree in questione saranno quelle riportate sulla mappa che pubblichiamo qui accanto, e che riguardano tutto il centro storico (estendendosi a una fascia esterna alla “pera”, racchiusa tra via Kennedy, via Zanardi Bonfiglio, via Carlo Emanuele III, via Matteottie via Papa Giovanni XXIII), i centri delle frazioni (ovvero Oriolo, Torremenapace, Campoferro e Valle) e una serie di zone sparse nei dintorni. Tra queste, le più ampie sono quella della ex fornace Arcalini di Medassino, quella del Cimitero Maggiore, una porzione della Roggia dei Mulini (ovvero il Cavo Lagozzo), la Cascina Altomasso, l’area del Ponte Romano e quella della chiesa ortodossa di strada Oropa.

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L’elenco completo delle vie interessate sulla Provincia Pavese in edicola domenica 28 dicembre.

Cosa sono

«Un'area a rischio archeologico – spiega l’architetto Luigi Bariani, che sta redigendo il futuro Pgt - è un territorio dove è probabile che si trovino resti di interesse storico e culturale nel sottosuolo, soggetti a vincolo e tutela secondo il Codice dei Beni Culturali. Nel caso vogherese, tra quelle elencate ci sono anche aree di “ritrovamento archeologico”, perché è sicuro che dei rinvenimenti siano già avvenuti». Nel Pgt attuale ce ne erano già alcune, ma provenivano da un vecchio Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp) del 2003 da aggiornare.

Cosa comportano

Cosa comporta il fatto che casa propria si trovi dentro una di queste aree? Si può scavare, ma prima si deve chiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza: qualsiasi «manomissione del sottosuolo, anche se di lieve entità», prescrive l’ente «deve essere comunicato per l'espressione del parere di competenza. Dovrà essere trasmesso, con un preavviso di 30 giorni, uno stralcio della documentazione progettuale comprendente una breve descrizione dell'intervento, la sua localizzazione, una planimetria e una sezione comparativa tra stato di fatto e stato di progetto». Chi non lo fa rischia una multa salata: eseguire lavori (anche di urgenza) in aree vincolate senza autorizzazione può portare a reati, con arresto fino a un anno e ammenda da 775 a 38mila euro.















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