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Dal baratro azzurro e all’eurofiguraccia dell’Inter: anche nel 2025 il pallone italiano è sgonfio. Uniche luci? Napoli e Bologna | il pagellone

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Il calcio italiano anche nel 2025 è stato luci (poche) e ombre (tante, troppe). Ai numeri economici che certificano un contributo di 12,5 miliardi al PIL e alla produzione di 7 mld di ricavi – ma i club continuano a essere profondamente indebitati -, si contrappongono risultati sportivi modesti e in alcuni casi sconfortanti. Il ko dell’Inter (0-5) nella finale Champions contro il PSG è una sconfitta record, ma ancora peggio se guardiamo la nazionale, costretta ad affrontare per la terza volta di fila i playoff mondiali. Ci è andata male due volte, toccare ferro è d’obbligo. Al netto della forza della Norvegia, che nelle due sfide ci ha rifilato sette gol, l’Italia appare squadra vulnerabile e fragile sul piano emotivo. Siamo l’unica delle grandi che non ha conquistato il ticket per il mondiale: il nostro calcio non era mai caduto così in basso. Velo pietoso sui dirigenti: la farsa di Milan-Como a Perth, poi saltata, è lo specchio del sistema.

NAPOLI 9

Il Napoli di Antonio Conte ha conquistato il quarto scudetto della sua storia, il secondo in tre stagioni. Il successo nella Supercoppa italiana ha chiuso in bellezza il 2025: Aurelio De Laurentiis non è il massimo della simpatia, ma ci sa fare.

CONTE 8,5

Grandissimo in Italia, balbettante in Europa. Lo scudetto del Napoli è un suo capolavoro, ma nella comunicazione talvolta stecca. Brutta la frase dopo il ko di Bologna (“non voglio accompagnare un morto”).

BOLOGNA 8

Il Bologna di Vincenzo Italiano ha vinto la Coppa Italia: da 51 anni la squadra rossoblù non sollevava un trofeo.

RANIERI 7

Sir Claudio ha chiuso la carriera ereditando una Roma ai margini della zona retrocessione e conducendola a un punto dal quarto posto finale. Non solo: è stato determinante nella scelta di Gian Piero Gasperini come suo successore. Risultato: nell’anno solare, la Roma ha ottenuto 82 punti. Un titolo platonico, ma anche un bel messaggio per il futuro. Altri 7 in ordine sparso: Donnarumma, Allegri – un buon ritorno in pista al Milan -, Tonali.

PIO ESPOSITO 7

Dalla Serie B alla Serie A (e alla Champions), sempre da protagonista: non sentire il salto di categoria e di qualità calcistica è il miglior biglietto da visita per un futuro tutto dalla sua parte.

INTER 6

Ha centrato la seconda finale di Champions in tre stagioni, ma stavolta, rispetto al ko con il Manchester City, ha perso male: 0-5, sconfitta record. Il 6 si giustifica con il cammino svolto dai nerazzurri fino allo scontro decisivo con il PSG e con il pathos della sfida con il Barcellona.

LECCE 6

La terza salvezza di seguito è un mezzo miracolo, l’ennesimo firmato da Pantaleo Corvino, sempre più simbolo dei salentini.

SIMONE INZAGHI 5

Ha rovinato tutto sul più bello: la batosta nella finale Champions e l’addio maldestro alla panchina interista. La montagna di denaro offerta dai sauditi dell’Al Hilal può giustificare la scelta, ma non la mancanza di stile.

SPALLETTI 4

L’Italia ha perso male contro la Norvegia anche con il suo erede, Rino Gattuso, ma il ko di Oslo è stato lo zenit di una gestione sbagliata. Lucianone resta prigioniero delle sue lune e dei suoi tormenti, nonostante gli anni e l’esperienza.

CALCIO 3

Al netto di un considerevole impatto economico di cui beneficia il paese, la nazionale affronterà per la terza volta di fila i playoff per accedere al mondiale, unica tra le grandi. La presenza della Norvegia di Haaland nel girone eliminatoria è stata determinante nelle sfortune azzurre, ma è il sistema che fa acqua: tranne la parentesi dell’europeo vinto nel 2021, dal 2012 a oggi solo disastri. Le famose riforme promesse da Gabriele Gravina sono ancora al “caro amico”, ma lui, rieletto il 3 febbraio scorso, è incollato alla poltrona. Per dire: “Non ci sono norme che mi impongano di dimettermi, ma se non andremo al mondiale farò delle valutazioni personali”.

SAMPDORIA 3

Ha evitato la Serie C solo per demeriti altrui ma non sembra aver imparato la lezione: il caos blucerchiato continua, in barba a una storia gloriosa che meriterebbe ben altro rispetto.

CELLINO 2

La fine di una squadra importante come il Brescia è stata l’ultima prodezza di un dirigente simbolo della caduta del nostro calcio.

SIMULATORI, DOPATI, VAR E BUGIARDI 1

C’è ancora chi si tuffa in area al primo refolo di vento, chi continua a prendere sostanze proibite, chi mentirebbe persino sul nome della madre. Il Var è stato un importante e necessario passo in avanti, ma viene usato in modo discutibile e incomprensibile. Si mente persino con la tecnologia.

ODIATORI E SOCIAL 0

La deriva sulle piattaforme è incontrollabile. Ultimo capitolo, il cancro augurato a qualche giocatore del Bari. Il mondo di Elon Musk (non solo lui naturalmente) è popolato in gran parte da gente che non possiede un milligrammo di umanità e di cervello.

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