Tsitsipas: “Dopo lo US Open ho dovuto riconsiderare il mio futuro nel tennis”
La United Cup 2026, che si svolgerà a Perth e a Sydney dal 2 all’11 gennaio, sarà l’occasione per rivedere in campo Stefanos Tsitsipas. La Grecia ha partecipato alla competizione fin dalla sua creazione, quattro anni fa: estratta nel Gruppo E, si scontrerà contro il Giappone e la Gran Bretagna.
Sia Tsitsipas che Sakkari, i due numeri uno della Grecia, hanno concluso il 2025 con una discesa nei ranking dovuta a infortuni, finendo rispettivamente n. 36 e n. 52. A febbraio, la vittoria nella finale di Dubai contro Félix Auger-Aliassime aveva portato a Tsitsipas il suo primo titolo 500 ATP. Da allora, il tennista greco ha fatto parlare di sé soprattutto per la turbolenta separazione dal suo allenatore Goran Ivanisevic dopo appena due mesi dalla sua assunzione. In seguito alla sconfitta al secondo turno del Canadian Open di Toronto, Tsitsipas ha annunciato il ritorno del padre Apostolos come suo allenatore.
Nella conferenza stampa di Perth, il tennista ha parlato delle incomprensioni avute col padre in passato, attribuendole a un fallimento nella comunicazione tra di loro: “Lavorare con i famigliari non è mai facile. Separare il ruolo di padre da quello di allenatore è una di quelle sfide che devi affrontare quotidianamente. Penso che sia importante avere accanto una persona che possa aiutarci a filtrare le conversazioni e il modo in cui comunichiamo tra noi, ed è un elemento che ho incluso anche nella mia squadra”.
La principale preoccupazione di Tsitsipas, ora, è riuscire a competere senza venire ostacolato dall’infortunio alla schiena che lo ha tormentato per metà della stagione 2025: “Ciò che più mi importa è vedere l’effetto che l’allenamento delle ultime settimane avrà sulla mia schiena, perché la mia più grande preoccupazione degli ultimi sei-otto mesi è stata: riuscirò a finire una partita? Pensavo continuamente: se vinco una partita, riuscirò a tornare in campo il giorno dopo e giocare un’altra partita senza provare dolore? Dopo la sconfitta all’US Open ho avuto davvero paura per la mia schiena, perché non sono riuscito a camminare per due giorni. Quando succedono cose del genere, inizi a riconsiderare il futuro della tua carriera”.
Per il momento, i segnali sono incoraggianti. Il tennista ha detto di essere seguito da uno specialista che gli ha detto di poterlo aiutare a guarire, e che le settimane di allenamento prima dell’inizio di stagione si sono svolte senza che il dolore sia tornato. Il suo augurio per il 2026 è di riuscire a finire le partite senza doversi più preoccupare dell’infortunio alla schiena. Riguardo a un possibile ritiro, Tsitsipas afferma che la sua speranza è di riuscire a giocare per altri dieci anni. D’altra parte, il periodo da infortunato l’ha costretto a riconsiderare il livello di sofferenza che è disposto a sopportare per amore del tennis: “Nel corso dell’anno, ci sono stati momenti in cui mi chiedevo perché lo stessi facendo e perché mi stessi sottoponendo a così tanta sofferenza. Il dolore non è una cosa piacevole quando sei un atleta, specialmente quando continua a ritornare e a ripresentarsi costantemente. Alla fine, per me è molto più importante essere felice e senza dolore che lottare con il dolore nello sport che amo. Preferisco semplicemente mettere fine alla mia carriera se si arriva a questo punto, piuttosto che soffrire costantemente”.
Silvia Frigeni
