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United Cup, Cobolli: “Obiettivo fare meglio del 2025. La mia sfida personale è la top 10”

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Si è aperto il sipario sulla United Cup, che inaugura il 2026 tennistico. Con un risultato già maturato, ovvero la vittoria dell’Argentina sulla Spagna, l’attesa è tutta per il debutto dell’Italia, previsto per domenica 4 gennaio. A rispondere agli ordini del capitano Stefano Cobolli sono i numeri 1 azzurri Jasmine Paolini e Flavio Cobolli e i doppisti d’élite Sara Errani e Andrea Vavassori; completano il team Nuria Brancaccio e Andrea Pellegrino, che potranno sfruttare al massimo l’esperienza.

Nella consueta conferenza stampa di squadra pre-inizio, i volti sono distesi e l’atmosfera è carica di quella sana emozione che si respira ogni anno quando la stagione prende il via. L’unione non manca alla compagine tricolore che, tuttavia, si dice pronta a scendere in campo, con la speranza di riuscire a fare meglio rispetto a 365 giorni fa.
Tanti i temi trattati dai giocatori, che si sono divisi tra domande sulla competizione e quesiti sulle singole carriere.

D. Com’è stata finora la vostra esperienza? Sembra che vi siate divertiti molto prima che iniziassero le partite. Raccontateci cosa avete fatto finora e com’è stato l’ambiente di squadra.
FLAVIO COBOLLI: “Ciao a tutti. Siamo arrivati qui molto presto per stare insieme, per coinvolgere tutta la squadra. Abbiamo un ottimo rapporto tra di noi. Passiamo molto tempo insieme durante tutta la giornata. Ci divertiamo, come avete visto ieri in spiaggia. Quindi siamo pronti a iniziare la stagione insieme, come una squadra. Ci piace giocare le competizioni a squadre. Non vediamo l’ora di affrontare il prossimo avversario e di giocare la nostra prima partita. Siamo pronti, siamo pronti”

ANDREA VAVASSORI: “Posso dire una cosa? Mi è piaciuta di più la conferenza stampa di Cobolli in Coppa Davis rispetto a questa. L’entusiasmo non è lo stesso (ride)

D. Jasmine, un 2025 piuttosto intenso. Sei andata vicina a entrare nella top five. Come pensi di portare questo slancio per fare il passo successivo?
JASMINE PAOLINI: “È un altro anno di esperienza, il 2025. Spero di poter portare queste esperienze in questa stagione e di cercare di mantenere il livello, migliorando alcuni aspetti del mio gioco. Questo è l’obiettivo. Mi sto godendo, come dico sempre, il giocare a questo livello. Spero che sarà un’altra buona stagione. Farò del mio meglio per far sì che lo sia”

D. Durante la off-season hai ufficialmente inserito Sara Errani nel tuo team. Puoi raccontarci cosa ti ha portato a questa decisione e cosa speri di ottenere?
JASMINE PAOLINI: “Penso che fosse il momento giusto per dirlo ufficialmente e anche per riconoscere il suo ruolo all’interno del team. Sono davvero molto felice di questa scelta. Credo che lei capisca davvero il tennis e che possa aiutarmi molto a rendere meglio. In realtà avevamo già iniziato, penso, lo scorso anno”

D. Sara, qual è il tuo punto di vista sull’avere ufficialmente questo ruolo, quello di giocatrice/allenatrice?
SARA ERRANI: “Lo dico sempre: se riesco ad aiutarla al 100%, per me va benissimo, sono felice. Cerco semplicemente di starle vicino e di aiutarla a migliorare e ad avere una buona stagione. Ovviamente siamo tutti molto felici di essere qui insieme a giocare questa competizione. È sempre speciale rappresentare l’Italia. Speriamo di divertirci anche in campo”

D. Nuria, cosa speri di ottenere da questa esperienza?
NURIA BRANCACCIO: “In realtà è la mia seconda volta alla United Cup. Per me è sempre qualcosa di molto speciale e importante, anche condividere questa settimana con tutti loro, soprattutto con Jas e Sara. Sono giocatrici davvero molto esperte”

D. Andrea, qui il doppio misto può essere decisivo per vincere gli incontri. Pensi che il forte team di doppio misto dell’Italia possa dare un vantaggio alla squadra?
ANDREA VAVASSORI: “Mi diverto sempre molto con Sara, ovviamente. Abbiamo condiviso tantissime emozioni in questi due anni insieme. Lei mi ha anche fatto un regalo, un libro con tutte le nostre foto. È incredibile quante foto abbiamo in, credo, due anni. È stato un regalo davvero molto bello che porto sempre con me. La squadra è incredibile. Ieri abbiamo passato una giornata fantastica. Grazie all’organizzazione, alla United Cup, per aver organizzato questa giornata. Grazie anche al nostro capitano che ha spinto per organizzare una giornata così. Non poteva esserci un inizio d’anno migliore. Penso che il doppio misto possa portare anche molta emozione al pubblico. Non vediamo l’ora di giocare queste partite”

D. Andrea, cosa speri di ottenere da questa settimana?
ANDREA PELLEGRINO: “Come ha detto Flavio, siamo tutti buoni amici. Ci stiamo godendo questi giorni alla United Cup. Penso che possiamo fare una buona competizione. Vediamo cosa succederà”

D. Flavio, dopo che l’Italia ha vinto la Coppa Davis e la Billie Jean King Cup, quanto sarebbe bello aggiungere un terzo titolo nelle competizioni a squadre?
FLAVIO COBOLLI: “Come avete visto in conferenza stampa, eravamo molto felici. Abbiamo condiviso tantissimo anche dopo la vittoria. Ci siamo divertiti molto al pub. Ho passato molto tempo con famiglia e amici. Per me però è stato un sogno. Penso anche per loro. Sono tre anni che vinciamo la Coppa Davis. È una cosa grandissima per tutto il Paese, per tutto il movimento. Siamo felici di rappresentare l’Italia ogni giorno”

D. So che sono passate solo poche settimane dalla vittoria in Coppa Davis. La fiducia derivante da quei successi è qualcosa che puoi portare nella nuova stagione, oppure, dato l’intervallo di tempo, quella fiducia non si trasferisce alla stagione successiva?
FLAVIO COBOLLI: “La pressione era davvero tanta. Ora sicuramente ho più fiducia nel mio tennis. Però la stagione è diversa. Adesso è il momento di essere concentrati e di iniziare bene, perché l’anno scorso non l’ho fatto. Comunque abbiamo preparato la stagione molto, molto duramente e ci siamo allenati tanto. Siamo pronti a partire”

D. Ora sei alla posizione numero 22 del ranking. Pensi che sia possibile spingerti verso la top 10 come Jannik e Lorenzo?FLAVIO COBOLLI: “Sì, questa è la mia sfida. È anche il mio obiettivo. Cerco di fare del mio meglio per avvicinarmi il più possibile a Lorenzo e Jannik. So che è difficile”

D. Stefano, il tuo team è molto profondo. Pensi che questa sia la maggiore forza della squadra e che possa permettervi di arrivare lontano?
STEFANO COBOLLI: “Per me è la terza volta alla United Cup, ma la prima come capitano. È un grandissimo onore stare con questi giocatori. Ci sono molti campioni qui. Penso che sia un’altra competizione, molto difficile. Ci sono grandi squadre. Sto cercando di lavorare con questi ragazzi per creare un buon equilibrio tra lavoro e divertimento. Penso che l’obiettivo sia arrivare alla competizione nel modo giusto. Credo che possiamo fare meglio dell’anno scorso, però. Sto facendo del mio meglio per mettere tutti i giocatori nella posizione giusta”

D. Jasmine, l’Italia è molto forte ultimamente. Sembra che vi stiate divertendo molto e ci sia grande spirito di squadra. È questa la chiave del successo, il piacere di stare insieme, oppure dipende di più dal talento del tennis italiano in questo momento?
JASMINE PAOLINI: “Penso entrambe le cose. Certo, ci divertiamo insieme anche fuori dal campo. Molti di noi hanno già giocato alla United Cup. Ci piace questa competizione. Ci piace migliorarci. Ovviamente, alla fine della giornata, bisogna scendere in campo e giocare bene per cercare di fare un buon torneo. Quindi penso che sia un insieme di entrambe le cose. Certo, aiuta anche avere amici, dire sì a questa competizione e passare bei momenti insieme”

D. C’è più pressione a rappresentare il tuo Paese, oppure essendo in un contesto di squadra c’è meno pressione grazie al supporto dei compagni?
JASMINE PAOLINI: “È un po’ diverso, secondo me. Forse qualche anno fa sentivo più pressione giocando in squadra. Non riuscivo a giocare bene in Billie Jean King Cup. Poi sono diventata più rilassata. Spero che quest’anno sia lo stesso. Penso che, alla fine, bisogna scendere in campo e cercare di giocare prima per sé stessi, cercando di mettere in campo quello che vuoi davvero mostrare. Poi, certo, la tua squadra può darti una spinta nei momenti difficili. Anche il pubblico può aiutarti. La cosa principale è sentirsi a proprio agio sul campo”















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