Leone XIV apre il concistoro straordinario: ecco che direzione prenderà la Chiesa
Archiviato il Giubileo, è il momento di fare sul serio. Dopo la chiusura della Porta Santa di San Pietro, oggi si apre a Roma il concistoro straordinario. Certo, Robert Prevost non è al primo giorno di pontificato, è stato eletto l’8 maggio 2025. Tuttavia, nella realtà i primi mesi sono apparsi un po’ come un periodo di transizione, di studio, di meditazione. Impossibile non notare la differenza con Bergoglio nelle parole, nello stile (e la forma è anche sostanza). Di fatto, però, nessuna direzione «politico-ecclesiastica» del magistero è stata presa finora. Quella si decide oggi, con il concistoro. Temi fondamentali di discussione saranno evangelizzazione, sinodalità e liturgia.
Cosa si intende per concistoro «straordinario»
Gli incontri che avverranno fra oggi 7 e domani 8 gennaio fra il Papa e i cardinali, saranno dunque fondamentali, decisivi. Per meglio comprendere la portata di un simile avvenimento, bisogna prima capire bene cosa sia un concistoro. Si tratta di un’assemblea nella quale il Pontefice convoca i cardinali per discutere su temi di governo e di indirizzo ecclesiale. In questo caso specifico, oltretutto, si tratta di un concistoro straordinario, ovvero quello indetto quando la materia è considerata di maggiore importanza e si coinvolge l’intero Collegio cardinalizio perché offra il proprio contributo di valutazione. Ecco perché è un evento veramente «straordinario».
Attenzione però, non vi sono votazioni politiche come in un parlamento, è una discussione fra i più grandi rappresentanti della Chiesa cattolica attuale per stimolare confronto, dibattito, in un certo senso persino per ispirare il Pontefice nelle sue decisioni. Che però alla fine saranno sue e solo sue, non dei cardinali.
I primi mesi del papato di Leone XIV
Come dicevamo prima, sono stati dei primi mesi transitori. Leone XIV ha fatto pubblicare alcuni documenti approntati dal predecessore Francesco – ad esempio l’esortazione apostolica Dilexi te -, ma non ha sostanzialmente influito sull’apparato curiale. Persino il suo primo viaggio diplomatico in Medio Oriente era un lascito di Bergoglio. Ora invece, con la conclusione del Giubileo, si entra in quello che Prevost stesso ha definito un «nuovo tempo».
I temi che si affronteranno nel concistoro
Ma c’è di più. Perché all’origine di questo concistoro straordinario risiede la richiesta del Collegio cardinalizio di riunire i porporati almeno una volta all’anno. L’obiettivo è permettere loro di conoscersi, di sapere cosa si dice alle periferie oltre che a Roma, senza quelle interviste più o meno interessate (e quindi, in un certo senso, farlocche). La mancanza di comunicazione che negli scorsi anni è stata un grave problema per il Vaticano deve ora diventare un punto di forza.
Una volta imboccata la strada, il resto arriverà di conseguenza, dalle nomine dei prefetti curiali, che saranno chiamati a rendere operativi i desiderata del Pontefice. In questi due giorni, in ogni caso, si scoprirà cosa intenda Prevost per «sinodalità», un termine ormai inflazionato che, a seconda di chi lo usa e del contesto, ha assunto negli ultimi anni significati anche molto diversi. Ancora di più, Leone sarà chiamato a misurarsi con il conflitto sulla liturgia, un fronte che nemmeno la scomparsa di Francesco ha pacificato. Da un lato c’è chi rivendica il ripristino della situazione precedente alla Traditionis custodes del 2021, con il ritorno alla piena libertà per il rito antico (come era durante il magistero di Benedetto XIV); dall’altro chi spinge perché quel rito venga progressivamente accantonato e confinato a una dimensione pressoché museale. Su questo terreno, con ogni probabilità, prevarrà la linea del compromesso.
Leone XIV intende agire subito. Appena archiviato l’Anno Santo, vuole tempestivamente dare via a questo famoso «nuovo tempo». Che tempo sarà, se bello o brutto, è difficile capirlo subito, in appena due giorni di riunione. Di certo, però, il sentiero episcopale sarà finalmente chiaro. Un sentiero probabilmente tortuoso e in salita, ma che giungerà quantomeno a una meta ben precisa.
