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I pendolari: «Dopo lo stop a Porta Genova aumentati i ritardi dei treni da Vigevano per Milano»

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VIGEVANO. Qualcosa probabilmente non funziona nel nuovo sistema derivato dall’orario ferroviario invernale di Trenord. L’attestamento dei treni alla stazione di Milano Rogoredo, unito all’aumento dei mezzi in transito sulla cosiddetta cintura Sud del capoluogo lombardo, sta creando una quantità di disagi non indifferenti ai pendolari lomellini, viaggiatori che già vengono da anni in cui la linea Milano-Mortara riservava loro spesso e volentieri soppressioni di treni e ritardi.


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Anche ieri non è stata una giornata semplice per i viaggiatori: solo sulla Milano-Mortara si sono contati nove treni soppressi e due limitati nel percorso; peggio ancora è andata per le linee del servizio suburbano S9 e S19. Anche i treni che sono riusciti a circolare hanno viaggiato in ritardo: il record è toccato al regionale da Mortara delle 8.33 che è arrivato a Rogoredo quasi tre ore dopo, con ben 115 minuti di troppo. Dopo un mercoledì con problemi ad Albairate, ieri è toccato a Vigevano e alla stazione di Milano Scalo Romana. Tra guasti ai treni e alla infrastruttura, per i viaggiatori la misura è colma.

Tutti i problemi

Sono state sconvolte le abitudini dei viaggiatori, visto che molti di coloro che fino a metà dicembre scendevano a Porta Genova ora si fermano a Romolo, dove però non c’è neanche una copertura dei marciapiedi e si riversano centinaia di persone nelle ore di punta. Inoltre sono stati alzati i prezzi, visto che oltre al ritocchino annuale sono sparite le tariffe particolari che erano valide solo per la linea ferroviaria che taglia in due la Lomellina, mentre ora si applicano quelle regionali a tutti gli effetti. L’intero sistema sembra reggere a stento al passaggio di molti più treni sui dieci chilometri di binari che collegano le stazioni di San Cristoforo e Rogoredo.

A dire che la situazione è poco rosea, tra l’altro, è anche il “barometro”, un servizio statistico dell’associazione Mi.Mo.Al., che raccoglie i pendolari della Milano-Mortara-Alessandria, che mensilmente pubblica i dati di affidabilità della tratta ferroviaria. «Questo indice – si legge nelle pagine social dell’associazione – è composto da tutti i ritardi superiori ai 5 minuti, perché questo è l'unico indicatore riconosciuto per la puntualità, sommato alla regolarità tutta, cioè soppressioni totali e parziali: nessuna causa viene esclusa».

Una metodologia che da sempre viene contestata da Trenord, che invece esclude dai propri conteggi i treni cancellati per cause di forza maggiore o per guasti all’infrastruttura, che sono di responsabilità di Rfi. Secondo questo barometro, la rivoluzione introdotta a dicembre ha fatto peggiorare la qualità percepita dai viaggiatori, che è esca dall’82 per cento di novembre al 69,3 per cento di dicembre. Quali le motivazioni? Per l’associazione si tratta di «guasti alle infrastrutture, guasti materiale rotabile, scioperi e altri eventi esterni», con questa ultima voce riferita al freddo.

«Per i pendolari lombardi il rientro dalle festività ha significato il ritorno ai quotidiani disservizi. Nella regione che fra meno di un mese ospiterà i giochi olimpici invernali, il freddo manda in tilt la circolazione ferroviaria», denuncia la consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini in un comunicato, elencando i disservizi occorsi da una parte all’altra della Lombardia e prendendosela con il ministro dei trasporti, il lombardo Matteo Salvini.















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