Trentini e Burlò, quando è arrivata la svolta. Tajani: “Ora al lavoro per liberare altri 42 italiani”
L’aereo che porterà a casa Trentini e Burlò atterrerà tra stasera e domani. Ha fatto il punto della situazione e ha raccontato come si è arrivati a concludere questa bella pagina di diplomazia il ministro Tajani. “Ieri sera verso le 8:10 il Ministro degli Esteri del Venezuela mi ha comunicato che la Presidente Rodríguez aveva deciso di liberare Trentini. Alle 3:50 di stamane il nostro ambasciatore mi ha chiamato per dirmi che erano arrivati Trentini e il nostro connazionale” Mario Burlò. Hanno comunicato a Tajani “che erano liberi e stavano in Ambasciata-. “Ho parlato subito con entrambi, erano in buone condizioni, mi sono preoccupato soprattutto di quello”. Il vicepremier ha aggiunto: “Dopodiché ho informato il Presidente del Consiglio che aveva seguito da sempre personalmente la vicenda di Trentini e non solo, e abbiamo subito fatto partire un aereo che rientrerà tra stanotte e domani, riportando a casa entrambi”.
Trentin e Burlò, quando è arrivata la svolta: parla Tajani
La “svolta” sulla vicenda è arrivata quando la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez e il presidente dell’Assemblea nazionale Jorge Jesu’s Rodriguez “hanno detto che ci sarebbe stata una decisione per liberare i detenuti politici: allora abbiamo rinforzato la nostra azione diplomatica: lavorando sotto traccia e in silenzio, per convincere le autorità venezuelane a liberare il più presto possibile i detenuti politici italiani”. Si è lavorato a lungo alla Farnesina. Un lavoro che viene da lontano. “Sono fiero di guidare questo Ministero e di avere donne e uomini, sia personale diplomatico che non diplomatico, che nei momenti di difficoltà dà il meglio di sé stesso”.
“Cambio di passo importante per le relazioni col Venezuela”
Sollievo, soddisfazione al massimo grado per loro e per le famiglie. Ma l’Italia non perde la concentrazione su quel che resta da fare. “Adesso abbiamo ancora 42 italiani detenuti, italiani e italo-venezuelani. Quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. I detenuti politici sono 24, gli altri non sono politici, adesso lavoriamo per fare in modo che possano essere liberati nel maggior numero possibile”. Importante il dato politico “che siano cambiate le relazione tra Venezuela e Italia. La decisione della presidente Rodriguez di liberare i cittadini italiani è un segnale molto forte che va nella direzione di un cambio di passo”.
“Meloni ed io abbiamo deciso che…”
“Insieme alla premier Giorgia Meloni, “l’abbiamo accolta come una novità importante – ha proseguito il vicepremier -. E una prima risposta è quella d‘innalzare il livello della nostra rappresentanza diplomatica: abbiamo deciso il presidente del Consiglio e io, avendo informato il capo dello Stato, di elevare il livello del nostro capo delegazione a Caracas da incaricato d’affari ad ambasciatore. Questo è un segnale politico importante e una risposta positiva al messaggio di Caracas. E’ stata posta una pietra importante per la ricostruzione di un ponte forte tra Italia e Venezuela e noi stiamo lavorando per raggiungere questo obiettivo nell’interesse comune”.
Ponte Italia Venezuela
“E’ importante lavorare a una collaborazione diversa col Venezuela – ulteriore precisazione di Tajani- anche pensando alla grande comunità italiana nel Paese”. Il ministro ha ricordato la presenza di “tante imprese e di almeno 170 mila cittadini venezuelani con passaporto italiano e di un milione di venezuelani di origine italiane”. “Ora bisogna trasformare il cambio che c’è stato in Venezuela in una fase di stabilità, per poi arrivare a una fase di crescita e transizione, che si concluderà con le elezioni”.
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