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Crans Montana, si indaga sul Comune e “anche oltre”. Si aggrava la posizione di Jessica Moretti: “Vista fuggire con la cassa”

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Si allarga – come chiesto a gran voce da più parti – l’inchiesta sulla strage di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio devastante ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di oltre 100. Nelle ultime ore l’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche sul comportamento dei gestori del locale nei concitati minuti successivi allo scoppio del rogo. Per Jacques Moretti è arrivata la convalida dell’arresto, anche se potrebbe uscire a breve su cauzione, mentre potrebbe aggravarsi la posizione di Jessica Moretti, per cui sono stati chiesti i domiciliari con braccialetto elettronico perché ha un figlio di 8 mesi.

Le indagini

A confermare l’estensione delle indagini è stato anche l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, intervenuto alla trasmissione Dentro la notizia. Dopo un incontro con la procuratrice Pilloud, Cornado ha riferito che l’inchiesta “si è già allargata all’amministrazione comunale e potrebbe estendersi anche oltre”. “Mi ha detto che saranno indagini a tutto campo, se necessario”, ha aggiunto l’ambasciatore, assicurando inoltre la “massima collaborazione” delle autorità svizzere sulla rogatoria che la procura di Roma si appresta a inviare.

Secondo quanto emerge da testimonianze acquisite dagli investigatori la donna, comproprietaria del bar insieme al marito, sarebbe stata vista allontanarsi dal locale portando con sé la cassa subito dopo l’inizio dell’incendio. Un fatto che, nei giorni scorsi, era emerso come ipotesi ma che adesso è entrato a pieno titolo nelle verifiche degli inquirenti. L’episodio, ora al vaglio della procura cantonale, non è stato ancora ufficialmente contestato, ma potrebbe diventare un elemento rilevante per ricostruire la gestione dell’emergenza e le eventuali responsabilità successive allo scoppio delle fiamme.

L’incendio è divampato poco dopo la mezzanotte durante i festeggiamenti. Al centro dell’inchiesta resta l’uso di fontane pirotecniche da interno, una pratica che – secondo quanto dichiarato da Jacques Moretti agli inquirenti – sarebbe stata adottata nel locale “da circa dieci anni” senza che si fossero mai verificati incidenti. Anche la moglie Jessica ha confermato che tali effetti venivano utilizzati occasionalmente durante il servizio dello champagne “per creare atmosfera”. “Non le ho mai chieste, ma non le ho mai proibite”, ha dichiarato, come riportato dal quotidiano Tages Anzeiger.

Il rituale delle candele

Secondo la ricostruzione dei proprietari, il rituale era collaudato: il personale si preparava dietro il bancone, il dj cambiava musica e poi entravano in sala le bottiglie con le fontane accese. Nei video della notte di Capodanno si vede una cameriera seduta sulle spalle di un collega mentre regge una bottiglia pirotecnica. Una pratica che, secondo i coniugi Moretti, “non era un caso isolato”, pur non essendo standardizzata. Proprio quella cameriera è stata identificata come Cyane Panine, 24 anni, fidanzata con uno chef di un altro ristorante della famiglia Moretti e molto legata ai proprietari. Sarebbe stata lei, secondo l’ipotesi investigativa, a innescare accidentalmente l’incendio. La giovane è morta nel rogo.

Jacques Moretti ha raccontato di essere stato avvisato dell’incendio dalla moglie alle 1.35 e di essersi precipitato sul posto. “C’erano già le luci blu e molta gente fuori”, ha detto. Insieme al fidanzato della cameriera ha tentato di entrare dal fronte del locale, ma il fumo era troppo denso. I due sono riusciti ad accedere solo da una porta di servizio, che secondo Moretti era inspiegabilmente chiusa dall’interno. All’interno hanno trovato diverse persone a terra, immobili, tra cui Cyane Panine. “Abbiamo cercato di rianimarla per oltre un’ora, finché i paramedici ci hanno detto che era troppo tardi”. “Era come una nuora per noi, come una sorellina. Ha trascorso il Natale con noi. Sono devastata”, ha dichiarato Jessica Moretti.

Il ruolo del Comune

Sul fronte istituzionale, intanto, il Comune di Crans-Montana ha ritirato la propria costituzione di parte civile nell’inchiesta. La decisione sarebbe arrivata dopo che la procuratrice generale del Cantone del Vallese, Béatrice Pilloud, avrebbe comunicato all’amministrazione comunale l’intenzione di negare al Comune la qualifica di soggetto danneggiato. La scelta è stata riferita dal sito informativo della televisione svizzera Rts. La mossa del Comune arriva dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni del sindaco Nicolas Féraud, che aveva ammesso mancati controlli di sicurezza nel locale. Un’ammissione che ha contribuito ad allargare il perimetro dell’inchiesta.

Mentre la comunità di Crans-Montana resta sotto shock per una delle tragedie più gravi degli ultimi anni, l’inchiesta procede ora su più livelli: dalla sicurezza del locale alle responsabilità dei gestori, fino al ruolo delle autorità di controllo. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire cosa sia accaduto davvero e quanti ne sono responsabili.

L'articolo Crans Montana, si indaga sul Comune e “anche oltre”. Si aggrava la posizione di Jessica Moretti: “Vista fuggire con la cassa” proviene da Il Fatto Quotidiano.















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