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Acca Larenzia, agguato a Gioventù nazionale. Rampelli “interroga” Piantedosi: ronde armate, precedente gravissimo

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Annunciato e fatto. “L’interrogazione al ministro dell’Interno sulla brutale aggressione subita da quattro giovani del movimento Gioventù nazionale nella notte tra il 6 e il 7 gennaio a Roma, nel quartiere Appio-Tuscolano è stata depositata”. Così Fabio Rampelli che informa che il testo è agli atti della Camera e sarà replicata in Senato. Un intervento necessario perché – sottolinea il parlamentare di Fratelli d’Italia – quello che è accaduto “non resti soltanto nelle cronache giornalistiche. Ma sia giudicato come un atto grave e di inedita premeditazione”.

Acca Larenzia, Rampelli presenta un’interrogazione a Piantedosi

Il vicepresidente della Camera torna a sottolineare la dinamica dell’agguato. Frutto di una vera e propria caccia al nero nella notte dell’anniversario della strage di Acca Larenzia nella quale morirono Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. “L’attacco, perpetrato da un commando di circa 20 persone, tra cui tre ragazze e alcuni stranieri, appartenenti all’estremismo rosso, ha causato gravi lesioni a uno dei ragazzi. Trasportato in ospedale con un trauma cranico e alla distruzione della loro autovettura”. Attaccati di sorpresa nella notte in un’area di parcheggio – continua Rampelli –  i quattro ragazzi sono stati colpiti da sprangate e da caschi usati come arma contundente. A seguito dell’intervento della Polizia, sul luogo dell’aggressione sono stati trovati coltelli e radioline ricetrasmittenti“.

Ronde territoriali armate, un precedente gravissimo

Per Rampelli si tratti di un preoccupante precedente. “Per la prima volta da decenni si manifesta la pianificazione di ronde territoriali armate alla caccia di ragazzi. Presumibilmente intenti ad affiggere manifesti in ricordo di quei tre giovani cui venne strappata la vita nel 1978, come purtroppo capitato a molti altri di destra e di sinistra negli anni ‘70. Fino al punto di utilizzare radioline a bassa frequenza per non far intercettare i collegamenti tra i vari commando”. Questo inaccettabile episodio – prosegue il comunicato – “ha destato profonda ansia per il ritorno della violenza politica. Occorre registrare che, a tutt’oggi, nonostante l’efferatezza della dinamica, nessuna solidarietà né condanna è arrivata dai vertici dei partiti di opposizione. Un silenzio che giudichiamo grave soprattutto per l’evidente sua sottovalutazione”.

Subito iniziative per garantire sicurezza e libertà di espressione

In attesa che le indagini della magistratura e della Digos giungano all’individuazione degli aggressori – conclude Rampelli – chiediamo al ministro Piantedosi chiarezza immediata sui fatti. E quali azioni intenda intraprendere per garantire la sicurezza, prevenire ulteriori episodi. E tutelare la piena libertà di espressione politica. Nel rispetto dell’incolumità personale e l’esercizio dei diritti costituzionali.”

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