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“Se mi togli il lavoro sono un vecchietto che accompagna in giro il cane. La fine del matrimonio con Sebastiano? È sciocco rimanere ancorati a una idea, si crepa”: parla Filippo Timi

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La paura della solitudine, il matrimonio finito con lo scrittore Sebastiano Lombardi, il sogno di recitare con Sabrina Ferilli diretto a Pedro Almodóvar. Filippo Timi concede poche interviste ma quando lo fa si apre a cuore aperto, raccontandosi tra lavoro e vita privata, inclusi inquietudini e graffi più profondi, rivelando al Corriere della Sera di essere in fondo ancora quel bambino super sensibile, un “animaletto brado” che non amava essere catalogato. Anche oggi che è un uomo, un artista affermato e continua a conquistare il pubblico con I delitti del BarLume, la serie di Sky tratta dai gialli di Malvaldi.

FILIPPO TIMI, TRA IL SUCCESSO E LA PAURA DELLA SOLITUDINE

Mentre sogna un film con Sabrina Ferilli – “Vorrei lavorare con lei e Miguel Bosé diretti da Almodòvar” –, di essere diretto da Paolo Sorrentino e di debuttare come regista, Filippo Timi si divide tra tv e teatro. Mentre sta per terminare la nuova stagione de I delitti del BarLume, si prepara a tornare in scena al Franco Parenti di Milano con Amleto². Ed è proprio con il teatro, ammette, che è riuscito a superare i suoi limiti e i suoi mostri. Tutti, o quasi, tranne la solitudine. “Prima pensavo: quando diventerò famoso non mi sentirò più solo. Non è così. Anzi, a volte è peggio quando succede e sei in mezzo a una folla che ti apprezza, perché comunque torni a casa e non hai un affetto, una famiglia, per l’aver sacrificato tutto per il tuo lavoro”, ammette a cuore aperto. Però, secondo Timi, il gioco vale la candela. Tanto da sentirsi obbligato a fare arte: “Se mi levi l’arte mi trasformo in un vecchietto che accompagna in giro il cane. Che va anche bene, ma i miei lavori, i miei film, sono i miei figli, le mie propaggini”.

QUANDO INTERPRETÒ MUSSOLINI

Tra i suoi lavori più celebri c’è Vincere, il film di Marco Bellocchio che lo scelte per interpretare Benito Mussolini. “Ero giovane, avevo 34 anni. Come il giovane Mussolini avevo quella fame, quella spregiudicatezza. Poi io, ringraziando l’universo, sono sempre stato spontaneamente buono. Dissi a Bellocchio che vedevo Mussolini come uno attraversato da un fiume nero”, spiega al Corriere. Ma oltre a Bellocchio, ringrazia “tutti quei registi che mi hanno fatto lavorare anche senza che io avessi fatto una scuola. Ci fu un insegnate di canto, in particolare, che mi vide e riconobbe che forse avevo qualcosa, così mi propose di partecipare ai suoi laboratori gratis. Una roba incredibile per me ragazzo”. Per questo, rivela che da quando ha cominciato a fare laboratori di recitazione ha voluto fossero tutti gratis: “Con me non paghi mai”.

LA RVELAZIONE SUL MATRIMONIO FINITO CON SEBASTIANO LOMBARDI

Nella lunga intervista al Corriere c’è anche spazio per un’incursione nella sua vita privata, in particolare quando parla del matrimonio finito con il scrittore Sebastiano Lombardi (rivelò la fine dell’unione civile proprio a FqMagazine, nel 2022). Confessa che quando si sposò credeva nel “per sempre”, poi le cose andarono diversamente:“Ci credevo tantissimo, mi sembrava un sogno. Poi le cose evolvono ed è sciocco rimanere ancorati a una idea: lì è la volta buona che si crepa. La vita è movimento. La differenza è come reagisci al cambiamento”.

L'articolo “Se mi togli il lavoro sono un vecchietto che accompagna in giro il cane. La fine del matrimonio con Sebastiano? È sciocco rimanere ancorati a una idea, si crepa”: parla Filippo Timi proviene da Il Fatto Quotidiano.















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