Donnas celebra l’artigianato, la Fiera di Sant’Orso vince sulla pioggia
DONNAS. I variopinti fiori in legno di Barbara Lenti di Pontboset davano il benvenuto ieri, domenica, all’ingresso della millenaria Fiera di Sant’Orso di Donnas, coronata dal consueto successo di pubblico per nulla intimorito dal tempo grigio e piovoso.
Gli artigiani
A dare colore alla giornata ci hanno pensato loro, gli artigiani, con le loro creazioni, un ingegno che di edizione in edizione si evolve e stupisce, e con il loro sorriso caloroso. Come quello di Carla Baratono, donnaziese, abilissima nella realizzazione di dentelles e tricots della tradizione. «Per me questo è il sesto anno alla Fiera di Sant’Orso, sono molto contenta di presentare i miei lavori - racconta -. Quelli di cui vado più orgogliosa sono questi centrotavola di grandi dimensioni».
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Superato il portale di ingresso del borgo medievale di Donnas era un tripudio di folla intenta ad ammirare le opere esposte sui vari banchetti. E ce n’era per tutti i gusti: dagli attrezzi agricoli agli utensili per la casa - spiccavano la posateria realizzata da Angelo Joly di Arnad e le ceramiche di Silvia Fiore di Fénis -, alle sculture in legno e pietra ollare. Il galletto, simbolo della Foire, è interpretato nei modi più fantasiosi: straordinari quelli aerodinamici e filiformi di Ruggero Brunodet, di Valtournenche.
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Lasciavano senza parole gli artistici bassorilievi firmati da Sebastiano Yon, di Donnas; le sue opere si rinnovano di anno in anno e fanno sempre la differenza. Pregevoli le sculture colorate di Michel Rosset di Aymavilles e notevoli quelle firmate dal giovane Diego Bosonetto di Pont-Saint-Martin, il suo talento senza ombra di dubbio farà strada. In piazza Enrielli le più ammirate erano le opere monumentali di tre maestri dell’artigianato valdostano come Guido Diémoz, Giuseppe Binel e Guglielmo Pramotton.
Il tributo a Bottan
Bello il tributo in ricordo di Cesare Bottan, maestro della lavorazione della pietra ollare di Bard, recentemente scomparso. Il figlio Fabrizio ha allestito con cura un banco con le sue ultime opere. «Questo era il suo posto – ci spiega -; era molto legato alla Fiera di Sant’Orso e lo ricorderemo anche a quella di Aosta a fine mese». Alla Fiera di Donnas non potevano mancare le scuole di scultura e intaglio provenienti da diverse località della Regione.
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La prima a fare bella mostra di sé era la scuola di scultura di Champorcher con diversi pezzi degni di nota che omaggiavano i simboli del paese, dal santuario del Lago Miserin alla chiesa di Château. A controllare che tutto andasse per il verso giusto c’era ieri l’occhio premuroso e attento di Graziano Comola, presidente del Comitato Fiera, che incassa un nuovo positivo risultato assieme al suo affiatato e consolidato gruppo di volontari che come ogni anno si è speso per la riuscita dell’evento.
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Nonostante la pioggia
«Tutto è andato bene siamo contenti, peccato per la pioggia che ha dissuaso alcuni espositori iscritti a partecipare. In totale si sono presentati in 358» commenta Comola.
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