Riforma della polizia locale, focus sul Movicentro di Ivrea
Ivrea
Le ricadute sul territorio, e in particolare sulla zona del Movicentro di Ivrea, sono state al centro dell’intervento di Fratelli d’Italia nel corso della presentazione, a Torino, della proposta di disegno di legge regionale sulla riforma della polizia locale. Un tema su cui il partito ha insistito con forza negli ultimi mesi, chiedendo un maggiore coinvolgimento diretto della polizia municipale nelle attività di controllo e presidio delle aree più critiche della città.
All’incontro, svoltosi nella sede torinese di Fratelli d’Italia nel quartiere Barriera di Milano, hanno partecipato l’onorevole Augusta Montaruli, l’assessore regionale Maurizio Marrone, la vice capogruppo in Consiglio regionale Alessandra Binzoni, prima firmataria del provvedimento, e il coordinatore cittadino di Ivrea Fabrizio Lotito, presente in qualità di consulente.
Proprio Lotito ha richiamato con decisione la situazione del Movicentro, dove la zona rossa istituita dal prefetto ha visto un intenso lavoro da parte di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. «Si è trattato di un intervento importante ed efficace – ha sottolineato – ma senza un presidio fisso il controllo del territorio rischia di non essere sufficiente. Quando arrivano le pattuglie, le persone coinvolte in episodi di spaccio o rissa si sono già allontanate. Serve una presenza stabile, capace di svolgere una funzione di deterrenza».
Secondo Fratelli d’Italia, la riforma della polizia locale rappresenta uno strumento concreto per colmare questa lacuna. La normativa attualmente in vigore, risalente al 1987, viene giudicata obsoleta e non più adeguata a una società profondamente cambiata. «Non bastava più un semplice ritocco – ha spiegato Lotito – oggi serve una riforma che metta gli agenti nelle condizioni di operare come le altre forze dell’ordine, pur nel rispetto della competenza territoriale».
Il disegno di legge prevede l’istituzione di un sistema regionale di formazione, con un’accademia e un addestramento iniziale di sei mesi, oltre ad aggiornamenti professionali continui. Gli agenti di polizia locale potranno inoltre essere dotati di strumenti di autotutela, come caschi protettivi e scudi antisommossa, nei contesti operativi più complessi. È prevista anche la possibilità di stipulare accordi intercomunali, consentendo una gestione più efficace del personale nei territori con carenze di organico.
Nel corso della conferenza, Alessandra Binzoni ha ribadito che l’obiettivo della riforma è rispondere alle crescenti richieste di sicurezza provenienti dai cittadini, soprattutto nelle periferie urbane. Tra le novità più rilevanti figura anche l’istituzione di un reparto speciale di intervento urbano nel Comune di Torino, destinato alle situazioni ad alto rischio.
L’onorevole Montaruli ha sottolineato come la proposta si inserisca in un percorso più ampio di riforma dell’ordinamento della polizia locale, avviato anche a livello nazionale, mentre l’assessore Marrone ha evidenziato la necessità di evitare che interi quartieri diventino zone di illegalità diffusa.
Per Ivrea, secondo Lotito, la riforma potrebbe tradursi in un rafforzamento concreto del controllo del territorio. «Il Comune potrebbe già fare la sua parte – ha concluso – perché la deterrenza è fondamentale e gli agenti ci sono. La sicurezza non è una questione ideologica, ma un diritto dei cittadini. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, senza scaricare sempre il problema su altri livelli istituzionali».
