Neve in vista, ma in pianura solo qualche fiocco
PAVIA. Gli spargisale sono in giro anche in città, ma di fiocchi di neve, probabilmente, in pianura se ne vedranno pochi (o nessuno). A meno che, spiega il meteorologo Tommaso Grieco del portale Pavia meteo, le precipitazioni previste non si intensifichino.
«Non fa abbastanza freddo per nevicate copiose in pianura – spiega Grieco –. In Oltrepo ci potrà essere qualche occasione per belle nevicate, con accumuli possibili fino a domenica sera. Sono infatti previste diverse perturbazioni: una venerdì sera, un’altra sabato sera e altre nel corso della prossima settimana, ma con temperature più elevate, ad esempio tra lunedì sera e martedì. Nel fine settimana sono possibili nevicate anche a quote basse, intorno ai 500 metri. Gli accumuli, pari a circa 10-15 centimetri, sono però più probabili sopra gli 800 metri». In pianura, spiega, la possibilità di nevicate dipende dall’intensità delle precipitazioni: «Se saranno deboli si avrà pioggia mista a neve o fiocchi bagnati – spiega -; durante episodi più intensi, con rovesci, potrebbe nevicare anche in pianura, ma l’accumulo resta difficile, soprattutto fino a Voghera».
La neve cade sempre con temperature da 0 gradi in giù: che si tratti di meno 40 gradi come in Siberia o al Polo, cambia soltanto la conformazione del fiocco di neve, più piccolo e secco o più grande e acquoso. «A volte – spiega Grieco – può nevicare anche con temperature positive al suolo, di 1, 2 o 3 gradi, a patto che ci sia aria molto fredda in quota e una precipitazione intensa. Perché la neve riesca ad accumulare, però, servono temperature intorno agli zero gradi».
Per ora l’inverno, dal punto di vista delle precipitazioni, è stato secco. «Per quanto riguarda le temperature – prosegue Grieco -, i primi giorni di gennaio sono stati piuttosto freddi: non come quando ero bambino negli anni Novanta, certo, ma con temperature in linea con la stagione. La neve, però, manca da tempo: in media a Pavia città fino al 2010 cadevano circa 20 centimetri di neve all’anno, con picchi tra il 2005 e il 2012». E molti ricordano la nevicata del 27 gennaio 2006, quando sembrava non finire più e si scivolava con lo slittino al Vul. «Trovare le circolazioni di correnti che portino neve duratura è sempre più difficile – spiega Grieco -. Quest’anno il vortice polare non è stato compatto e avrebbe potuto lasciare scendere aria fredda verso le basse latitudini: qualcosa è arrivato, in termini di freddo, ma meno di quanto ci si aspettasse, anche perché ci sono altre correnti che sono più calde rispetto al passato e arrivano più spesso alle nostre latitudini. A questo si somma il fatto che Pavia è sempre più cementificata: l’effetto albedo viene meno e il suolo tende a raffreddarsi meno rispetto alla norma e le temperature minime faticano a scendere sotto lo zero».
