La polemica di Spizzirri: “Buffo tempismo nella sospensione del match con Sinner, subito dopo il mio break”. Ecco cosa dicono le regole
Dopo la storica qualificazione di tre italiani agli ottavi di finale dell’Australia Open, è scoppiata una polemica sul match tra il numero due al mondo e lo statunitense Eliot Spizzirri. Nello specifico, le accuse hanno riguardato l’attivazione dell’Extreme Heat Protocol – le misure di sicurezza per proteggere gli atleti dagli effetti del caldo – durante l’incontro. Una circostanza che il tennista americano ha definito un “buffo tempismo“, sollevando dei sospetti sulla buonafede della decisione arbitrale: “Curioso sia successo proprio quando ho fatto il break“.
L’applicazione della regola contestata, però, era motivata dall’aumento della temperatura alla Rod Laver Arena, rilevata dalla Scala di stress termico (HSS): una scala da 1 a 5 che misura la temperatura dell’aria, il calore radiante, l’umidità e la velocità del vento. La sospensione era avvenuta nei primi game del terzo set, dopo il primo vinto dallo statunitense e il secondo dal suo avversario. Sul 3-1 di Spizzirri e con un Sinner dolorante per i crampi alle gambe e alle braccia, c’è stato il picco di caldo: in quella fase dell’incontro, l’HSS aveva raggiunto il massimo di 5 che prevede la sospensione immediata delle attività. Dopodiché, era avvenuta la chiusura del tetto e l’incontro era proseguito normalmente.
A fornire ulteriori spiegazioni ci ha pensato una nota ufficiale: “Al completamento del numero pari di game in quel set (o al completamento del tie-break, se applicabile), il gioco sarà sospeso”. Nel caso di sospensione in campi aperti, “il Giudice Arbitro può prendere la decisione di chiudere il tetto o di mantenere il tetto chiuso (come applicabile) per qualsiasi incontro imminente sui Campi Arena”.
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