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Январь
2026

Australian Open, Nadal: “Djokovic esempio di resilienza e passione. Alcaraz non ha bisogno dei miei consigli”

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Nell’antipasto che precederà l’attesissimo ultimo atto dell‘Australian Open 2026, ovvero la finale maschile tra Carlos Alcaraz e Novak Djokovic, ci sarà spazio per un evento dedicato ai miti del tennis. La sessione serale di domenica sarà dunque aperta, vista la contestuale decisione di anticipare la disputa della finale di doppio femminile al sabato, dalla “Notte delle Leggende” a cui parteciperà – fra le diverse celebrità illustri della racchetta che saranno protagoniste – anche Rafale Nadal. Il 22 volte campione Slam ha trionfato in quel di Melbourne in due circostanze.

Entrambe rimaste impresse nella memoria collettiva, l’impresa fisica e mentale del 2009 quando superò Verdasco 6-4 al quinto dopo 5 ore 14 minuti di irreale lotta prima di sconfiggere – poche ore dopo – Roger Federer 6-2 al quinto al termine di un’altra estenuante maratona di 4 ore e 22. A distanza poi di 13 anni, la doppietta maturata con l’epica rimonta su Medvedev dopo essere stato in svantaggio di 2 set e break russo nel terzo.

Le sensazioni di Nadal

Un agonista clamoroso, forse il più grande di tutti, eppure dopo essersi ritirato Rafa si dice in pace con stesso. Felicissimo di questa nuova vita lontana dalle arene tennistiche, dove il Toro – ormai dormiente – che c’è in lui veniva puntualmente fuori: “Quella parte della mia vita è finita. Certo che sarà per sempre nel mio cuore, ma adesso ho una mentalità completamente diversa. Sono molto più rilassato, nessuna pressione. Sarà un piacere vedere la finale di persona. Non partecipo a una partita dal vivo da un bel po’. Voglio solo godermi un’altra grande battaglia e sono sicuro che assisterò ad un grande livello di tennis” dice lo spagnolo in un’intervista rilasciata al sito ufficiale del torneo. Pertanto la finalissima vedrà sugli spalti un tifoso davvero speciale.

L’enorme rispetto per Djokovic

E il match in questione vedrà contrapporsi un trentottenne serbo, con cui ha condiviso una delle più belle rivalità che questo sport ha regalato, contro un terribile campione spagnolo che vuole riprendere il guanto di sfida lasciato dall’eredità maiorchina. Da un lato il nuovo portento spagnolo, dall’altra parte uno dei due con cui ha riscritto la storia del tennis piantando i semi che hanno fatto sbocciare l’era dei Big Three.

Con Novak abbiamo avuto una storia straordinaria, una rivalità incredibile. Tutti quegli anni a gareggiare per i titoli più importanti del nostro sport. Nole rappresenta un esempio positivo di impegno, resilienza e sicuramente fa bene al tennis avere uno del suo calibro che lotta con rivali più giovani, nel pieno delle loro carriere. Perché per ovvie ragione anagrafiche, Novak non è al suo apice ma il fatto che sia così competitivo ad un’età in cui è estremamente difficile esserlo ci fa comprendere la portata dei suoi meriti. Ho un rispetto enorme nei sui confronti

Il cuore di Nadal batte per Carlos

Carlos è spagnolo come me. Ho un buonissimo rapporto con lui. Abbiamo anche condiviso insieme l’esperienza alle Olimpiadi di Parigi, difendendo e lottando insieme per la maglia spagnola. Non ha bisogno dei miei consigli, ha una squadra eccezionale al suo fianco. Poi ogni giocatore è diverso, ognuno ha il proprio metodo di lavoro. Se dovesse vincere Novak, sarò felice per lui perché quello che sta facendo a questo punto della sua carriera è davvero spettacolare, ti lascia senza parole. Sta dimostrando una passione straordinaria per il gioco. Ma se devo sostenere qualcuno in particolare, non può che essere Carlos“.















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