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Январь
2026

Prevenire i disturbi alimentari. In Canavese Bold incontra 1.760 studenti

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Ivrea

Dall’avvio operativo poco più di 2 mesi fa, il progetto Bold, campagna di prevenzione dei disturbi alimentari promossa da Fondazione di comunità del Canavese in collaborazione con la neuropsichiatria infantile dell’Asl/To4 e con l’associazione di genitori In punta di cuore, ha ora terminato in gran parte il ciclo di interventi previsti nelle scuole: a oggi il progetto ha coinvolto complessivamente 81 classi, per un totale di circa 1.760 studenti: l’Iis 25 Aprile – Faccio di Cuorgnè ha aderito con 15 classi, per un totale stimato di circa 330 studenti, mentre l’Ic di Forno Canavese ha coinvolto due classi, rispettivamente di 21 e 17 studenti. Coinvolte 3 classi anche al l’Ic di Caluso, per un totale stimato di 70 studenti. Grande partecipazione anche dai licei eporediesi, con il liceo Botta dal quale hanno partecipato 9 classi, per un totale di 201 studenti, mentre il liceo Gramsci ha aderito con 12 classi e circa 280 studenti. L’Ic di Strambino ha preso parte al progetto con 4 classi, per circa 90 studenti, mentre l’Ic di Azeglio, che comprende i plessi di Burolo, Vestignè e Piverone, ha coinvolto 7 classi per un totale stimato di 150 studenti. All’Istituto Comprensivo di Valchiusa hanno partecipato 2 classi, con circa 40 studenti, mentre l’Ic Ivrea 2 con i plessi Falcone e Montalcini ha aderito con 4 classi e circa 80 studenti, mentre l’Ic di Caluso ha coinvolto 3 classi per un totale stimato di 70 studenti. Per quanto riguarda le agenzie formative, il Ciac di Valperga ha partecipato con 4 classi e circa 70 studenti, mentre il Ciac di Ivrea ha aderito con 5 classi, per un totale di 90 studenti. Infine, anche l’Iis Martinetti di Caluso ha visto la partecipazione di 13 classi, per un totale stimato di 300 studenti.

Accanto agli interventi scolastici, il progetto prevede ulteriori azioni future, tra cui percorsi di prevenzione per le associazioni sportive e gruppi di sostegno alla genitorialità.

«È un percorso di prevenzione che prevede 2 incontri con una psicologa e uno con una nutrizionista - spiega la psicologa Lara Conte che si è occupata del progetto -. Ci focalizziamo sui problemi che influenzano lo sviluppo di questi disturbi, come i canoni estetici irrealistici esposti sui social. È un tema che interessa, e non solo alle ragazze: molti ci chiedono come aiutare gli amici ossessionati dall’aspetto fisico».















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