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Infortunio Di Lorenzo, Napoli su Zappa: scelta di ripiego o strategia? Le perplessità del mercato

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di Vincenzo Letizia

Il calcio, si sa, è spietato. Ma la gestione delle emergenze definisce la statura di un club che punta allo Scudetto. L’infortunio di Giovanni Di Lorenzo non è solo un colpo basso alla difesa di Antonio Conte; è un test psicologico per l’intera piazza. In questo clima di urgenza, il nome di Gabriele Zappa (Monza, 22 dicembre 1999) come “erede” temporaneo solleva più di un dubbio. Passare da una colonna della Nazionale a un profilo che fatica a trovare continuità in una realtà di bassa classifica come Cagliari non è un semplice “adattamento”, è un salto nel buio che interroga pesantemente le scelte strategiche della società.

Napoli, l’Emergenza Zappa: perché il profilo del Cagliaritano non convince

Il silenzio del “Maradona” al momento dell’uscita in barella di Giovanni Di Lorenzo racconta più di mille analisi tattiche. Perdere il capitano, l’uomo della fascia destra, il titolare inamovibile dell’Italia, proprio dopo la vittoria sulla Fiorentina, è un dramma sportivo che obbliga il Napoli a tornare sul mercato con la fretta come cattiva consigliera.

Secondo le ultime indiscrezioni di Gianluca Di Marzio, la dirigenza azzurra avrebbe rotto gli indugi: il nome scelto da Antonio Conte è quello di Gabriele Zappa. La trattativa con il Cagliari sarebbe già in fase avanzata, con il Napoli pronto a chiudere in tempi record per consegnare al tecnico un sostituto immediato.

Una Critica Necessaria: Il Peso della Maglia

Tuttavia, l’operazione lascia l’amaro in bocca a chi osserva la rosa azzurra con occhio critico. Di Lorenzo non è solo un terzino; è un equilibratore, un leader carismatico, un giocatore da 3000 minuti a stagione ad alto rendimento. Sostituirlo con Zappa — che a Cagliari vive una stagione da comprimario — appare come una mossa al ribasso che rischia di indebolire strutturalmente la fascia destra.

Il dubbio sorge spontaneo: a luglio era davvero necessario privarsi di giovani di proprietà come Zerbin o Zanoli che avrebbero potuto rivelarsi altri tesori?

  • Alessandro Zanoli, fisico e velocità, conosceva già l’ambiente e i dettami tattici della casa.
  • Alessio Zerbin, pur con caratteristiche diverse, ha dimostrato duttilità e spirito di sacrificio nelle emergenze passate.

Rischio Ridimensionamento?

Scegliere una “riserva” di una squadra che lotta per la salvezza per coprire il buco lasciato da un top player internazionale sa di ripiego dell’ultimo minuto. Se il Napoli vuole davvero competere per i vertici, la sostituzione del proprio capitano richiederebbe un profilo di caratura diversa, o almeno la valorizzazione di quegli asset interni che sono stati ceduti con troppa leggerezza.

La “fumata bianca” per Zappa potrebbe arrivare a breve, ma la domanda resta: basterà la grinta di un onesto mestierante a non far rimpiangere il vuoto di potere lasciato da Di Lorenzo?

Il J’accuse: Manna e la sindrome del portafoglio pieno

In questa corsa frenetica al “tappabuchi” di turno, il banco degli imputati non può che essere occupato da Giovanni Manna. Il Direttore Sportivo azzurro sembra prigioniero di un paradosso pericoloso: una propensione a spendere tanto quando il portafoglio è pieno – come dimostrato da una campagna acquisti estiva dai costi faraonici ma dai risultati ancora altalenanti – che si trasforma in totale aridità d’idee quando il cronometro corre e serve il colpo di genio.

Sostituire Di Lorenzo con Zappa non è una strategia, è una resa. Ai tifosi più nostalgici, ma anche a quelli più attenti alla storia del club, balza agli occhi il confronto impietoso con il passato. Dove oggi Manna si limita a pescare tra le riserve della bassa classifica, un tempo c’era la lungimiranza di Pierpaolo Marino. Fu lui, in un momento di estrema necessità, a “inventarsi” l’acquisto di Ciccio Romano: un nome che non faceva saltare i botteghini, ma che portò l’intelligenza tattica necessaria per cucire il Napoli del primo Scudetto.

Manna sembra aver dimenticato che per fare grande il Napoli non servono solo i milioni dei De Laurentiis, ma quella capacità di scovare l’elemento funzionale, il tassello mancante che non sia solo una figurina di scambio. Se il mercato del Napoli deve ridursi a rincorrere le seconde linee altrui dopo aver svuotato la propria panchina dei vari Zanoli e Zerbin, allora il problema non è l’infortunio di Di Lorenzo, ma l’assenza di una visione all’altezza della maglia.

L'articolo Infortunio Di Lorenzo, Napoli su Zappa: scelta di ripiego o strategia? Le perplessità del mercato proviene da PianetAzzurro.it, news sul Calcio Napoli e sul mondo delle scommesse.















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